Attacco alla scuola in Iran e presunto utilizzo del fosforo bianco in Libano: le organizzazioni internazionali hanno ipotizzato crimini di guerra.
A pochi giorni dall’inizio del conflitto scatenato in Medio Oriente da Stati Uniti ed Israele, diverse organizzazioni umanitario stanno già chiedendo a gran voce l’avvio di un’indagine completa per verificare se sono stati commessi crimini di guerra.
Il primo caso su cui stanno puntando il dito le organizzazioni è noto. Il 28 febbraio scorso alle ore 10 e 45 circa è stata bombardata la scuola elementare Shajareh Tayyebeh, nella città di Minab, nella provincia di Hormozgan. Nell’attacco sono morte decine di civili, tra cui molti bambini. Il governo iraniano ha attribuito l’attacco alla coalizione israelo-statunitense. 
Al 4 marzo, il bilancio delle vittime è salito a 168. I ricercatori hanno esaminato un elenco di 57 nomi annunciato dall’Ufficio del governatore speciale della contea di Minab. Dei nomi presenti in tale elenco, almeno 48 sembrano essere bambini, in base alle date di nascita riportate nell’elenco. I video condivisi sui social media mostrano 12 sacchi per cadaveri a terra, e le fotografie mostrano i corpi di quelle che sembrano essere 4 ragazze, con i volti coperti di polvere, vestite con le uniformi scolastiche.
La struttura si trovava al confine di un complesso delle Forze navali del Corpo delle Guardia della rivoluzione islamica (Irgc), presumibilmente il reale obiettivo dell’attacco. La scuola, però, era sostanzialmente isolata ed aveva un ingresso indipendente sulla strada rispetto al resto del complesso.
Hrw: “L’attacco è stato effettuato con munizioni guidate ad alta precisione”
“La modalità degli attacchi, in cui diverse strutture del complesso, tra cui la scuola, sono state colpite direttamente, nonché i punti di ingresso delle munizioni visibili su più edifici, – hanno fatto sapere da Human rights watch (Hrw) – indicano che l’attacco è stato effettuato con munizioni guidate ad alta precisione, piuttosto che con armi vaganti i cui sistemi di guida o propulsione hanno ceduto o sono stati altrimenti interrotti e hanno colpito casualmente l’area”.
Altre otto strutture, oltre alla scuola, sarebbero state prese di mira dai bombardamenti. Si tratta di sezioni del complesso dell’Irgc. La scuola sarebbe stata separata dalla struttura militare navale attraverso un muro interno solo nel 2016, dunque dieci anni fa. Nello stesso periodo è stato creato un ingresso separato senza postazione di sicurezza, consentendo l’accesso alla scuola dalla strada senza dover entrare nel complesso militare. 
Due torri di guardia, precedentemente visibili nelle immagini satellitari e a meno di 50 metri dall’edificio scolastico, sono state rimosse nel 2016. La facciata della scuola è stata sgomberata e le linee di demarcazione di un campo da calcio sono state tracciate nel cortile entro agosto 2017.
“Se una qualsiasi delle strutture all’interno del complesso – hanno sottolineato da Hrw – fosse stata utilizzata per scopi militari, le autorità iraniane sembrerebbero aver esposto i civili a rischi inutili e quindi avrebbero anche violato le leggi di guerra”. Il 4 marzo, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha detto che si sta indagando sulla questione e che “naturalmente, non prendiamo mai di mira obiettivi civili”. L’ipotesi privilegiata riguarderebbe il fatto che l’attacco è stato condotto sulla base di mappe non aggiornate.
Pete Hegseth: “Naturalmente, non prendiamo mai di mira obiettivi civili”
Il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, ha affermato che le forze statunitensi del gruppo d’attacco della Uss Abraham Lincoln stavano esercitando “pressione” lungo il “lato sud-orientale della costa e stavano logorando la capacità navale lungo tutto lo stretto”.
Hrw ha specificato che “a posizione della scuola all’interno del complesso navale dell’Ircg non la rendeva, di per sé, un obiettivo legittimo. La scuola era in funzione e i bambini erano presenti il giorno dell’attacco. Non ci sono prove che indicassero che la scuola fosse utilizzata per scopi militari, sebbene i ricercatori non siano stati in grado di parlare con testimoni degli attacchi”.
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“Anche se gli aggressori – si legge in una nota – avessero preso di mira un obiettivo militare legittimo nelle vicinanze della scuola, leggi di guerra vietano gli attacchi contro obiettivi militari se il danno previsto per i civili e gli oggetti civili è sproporzionato rispetto al guadagno militare previsto dall’attacco”. Cosa è realmente accaduto è oggetto di approfondimenti anche a causa della scarsità di informazioni derivanti dal blackout di internet imposto dalle autorità iraniane.
In Libano, invece, dove Israele sta conducendo anche un’offensiva di terra contro il gruppo degli Hezbollah alleati dell’Iran, almeno due munizioni al fosforo bianco lanciate dall’artiglieria sarebbero esplose in un quartiere residenziale nella città di Yohmor, nel sud del Paese. Hrw ha verificato e geolocalizzato sette immagini che mostrano munizioni al fosforo bianco esplosive sparate in aria su una zona residenziale della città e operatori della protezione civile impegnati a spegnere incendi in quella zona.
“Uso illegale di fosforo bianco da parte dell’Esercito israeliano”
“L’uso illegale di fosforo bianco da parte dell’Esercito israeliano sulle aree residenziali è estremamente allarmante e avrà conseguenze disastrose per i civili. – ha affermato Ramzi Kaiss, ricercatore per il Libano presso Hrw – Gli effetti incendiari del fosforo bianco possono causare morte o ferite gravi che si traducono in sofferenze permanenti“.
Il fosforo bianco è una sostanza chimica presente in proiettili di artiglieria, bombe e razzi che si infiamma se esposta all’ossigeno. Può incendiare case, aree agricole e altri edifici civili. Secondo il diritto internazionale umanitario, l’uso di fosforo bianco in atmosfera è illegale e non soddisfa il requisito di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare danni ai civili. Nel caso di Yohmor sarebbero scoppiati proiettili d’artiglieria da 155 mm serie M825 contenente fosforo bianco.
Human rights watch aveva già documentato l’uso diffuso di fosforo bianco da parte dell’Esercito israeliano tra ottobre 2023 e maggio 2024 nei villaggi di confine nel Libano meridionale. Secondo il Ministero della Salute libanese, dal recente inasprimento delle ostilità tra Israele e Hezbollah del 2 marzo, almeno 217 persone sono state e centinaia di migliaia sono state sfollate.





