Domenico, il dolore dell’Italia intera: l’abbraccio tra la mamma e la direttrice dell’ospedale. Anche la premier Meloni ai funerali

Il Duomo gremito, l’abbraccio tra i familiari e i vertici dell’ospedale, l’arrivo della premier. E poi le lacrime e la richiesta di verità per una vicenda assurda e terribile.

Giustizia per Domenico”, si legge su uno striscione affisso all’esterno della Chiesa a Nola in occasione dei funerali di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito.

Funerali di Domenico Caliendo
Domenico, il dolore dell’Italia intera: l’abbraccio tra la mamma e la direttrice dell’ospedale. Anche la premier Meloni ai funerali (ANSA FOTO) – Notizie.com

Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi”, ha detto il vescovo di Nola Francesco Marino, nell’omelia rivolgendosi ai genitori del bimbo e ai fedeli. La cerimonia è cominciata alle ore 15 e sull’altare era presente anche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, che è stato accanto alla famiglia di Domenico negli ultimi giorni ed ha impartito l’estrema unzione al bimbo.

Se è vero che i figli so ‘piezz ‘e core’, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia. – ha continuato Marino – I sentimenti umani che si agitano in questo momento sono di rabbia, di delusione, di atroce spasimo. Ci chiediamo ‘perché?’, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico”.

La direttrice generale Iervolino: “Nessuno dimenticherà Domenico”

Ai funerali di Domenico anche Anna Iervolino, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli alla quale afferisce l’ospedale Monaldi. Tra Iervolino e la mamma del piccolo Domenico, Patrizia, c’è stato un lungo abbraccio. “Nessuno lo dimenticherà“, ha detto Iervolino alla mamma di Domenico. Patrizia ha risposto dicendo: “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”.

Al momento, bisogna ricordarlo, c’è un’inchiesta in corso della Procura della Repubblica di Napoli, che ha iscritto nel registro degli indagati sette sanitari per omicidio colposo. “Proprio mentre ci assalgono desideri cattivi, – ha detto il vescovo dall’altarefiniamo per sentirci ancora più male, più in colpa, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta“.

Giustizia per Domenico Caliendo
La direttrice generale Iervolino: “Nessuno dimenticherà Domenico” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Come già accennato, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è giunta al Duomo di Nola che ha salutato i genitori del piccolo Domenico per poi prendere posto accanto alle autorità presenti. In Chiesa erano presenti, oltre al sindaco di Nola, Andrea Ruggiero, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il sindaco metropolitano di Napoli, Gaetano Manfredi.

All’esterno della Chiesa è stato affisso un lungo striscione da parte dei gruppi organizzati del Nola Calcio, che recita: “Tutto questo non ha alcun senso, che nulla resti impunito. Il tuo ricordo in eterno mai sbiadito. Giustizia per Domenico”.

Il vescovo: “Il dolore deve essere condiviso”

Il vescovo di Nola ha poi parlato della donazione degli organi, del rapporto tra medici e pazienti da salvaguardare, del dolore da condividere. “Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di generosità e amore e continuiamo a credere nella buona medicina, nella buona formazione ed etica. – ha concluso Marino – Non permettiamo agli errori umani di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che si rivela occasione di salvezza per tanti.

 

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Voi genitori avete sperimentato da tanti: non solo con un fiore e un gesto hanno cercato di farvi sentire meno soli. Ci avete ricordato che il dolore deve essere condiviso, perché da soli non si può portare un peso così grande”.

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