Il paradosso di Dubai, l’Europa esclusa, gli alleati arabi nel caos: qual è il (vero) piano di Trump e Netanyahu per l’Iran?

“Abbiamo paura, era impensabile una cosa del genere per una città fondata sul benessere e soprattutto sulla sicurezza”.

È il commento di uno dei tanti italiani che da tempo si trovano stabilmente a Dubai, la città ed emirato degli Emirati Arabi Uniti divenuta negli ultimi anni simbolo di lusso sfrenato e di opportunità. Frammenti di vite date in pasto ai social media, anche nelle ultime ore.

In fiamme l'aeroporto di Dubai
Il paradosso di Dubai, l’Europa esclusa, gli alleati arabi nel caos: qual è il (vero) piano di Trump e Netanyahu per l’Iran? (ANSA FOTO) – Notizie.com

Dubai, così come altri centri “alleati” dell’Occidente, è finita nel mirino delle ritorsioni dell’Iran, il Paese colpito duramente dagli attacchi di Stati Uniti e Israele. Missili, droni, esplosioni e aeroporti chiusi hanno scaraventato in un incubo chi vive in un’apparente gabbia dorata. Un esempio su tutti, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, colto di sorpresa dai raid mentre era a Dubai con la famiglia e costretto a rientrare in Italia a bordo di un volo militare.

L’attacco a Dubai – ha poi spiegato Crosetto – non è stato considerato tra le ipotesi di risposta iraniana, nei tempi e nei modi in cui è avvenuto e si è materializzato. Nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati sono stati esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai è rimasto aperto”.

La guerra potrebbe trasformarsi in un conflitto regionale senza un piano chiaro

La guerra scatenata sabato scorso dagli Stati Uniti e da Israele sta tracciando nuove regole di geopolitica tra alleanze tese ed Eserciti. Una guerra potrebbe trasformarsi in un conflitto regionale, senza un piano chiaro per un trasferimento di potere in Iran dopo l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei. Gli alleati europei più stretti degli Stati Uniti sono stati di fatto esclusi dal processo decisionale.

Sono stati incapaci di influenzare il presidente Donald Trump o di comprendere i suoi progetti per l’Iran. Il premier inglese Keir Starmer è stato criticato per il suo tiepido sostegno all’intervento di Trump. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la Francia non è stata “né informata né coinvolta” negli attacchi. La prima riunione di emergenza sulla sicurezza dell’Unione europea si terrà a breve, a più di 48 ore dall’inizio dei bombardamenti.

 

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Alti funzionari statunitensi hanno dichiarato di essere stati spinti dalla minaccia che l’Iran lanciasse per primo i suoi missili balistici. Un portavoce della Difesa israeliana ha affermato che la campagna militare ha sfruttato un’opportunità operativa, ma che la pianificazione era in corso da mesi.

Il conflitto ha già provato centinaia di morti, e missili e droni iraniani hanno colpito aeroporti, hotel di lusso e altri obiettivi civili in tutto il Golfo, con attacchi segnalati in Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, suscitando indignazione. L’Arabia Saudita ha affermato di riservarsi il diritto di difendersi, alimentando lo spettro del conflitto che sta travolgendo la regione.

Alla Casa bianca si chiede maggiore chiarezza su cosa accadrà in futuro

Secondo l’analista del quotidiano inglese The Guardian Robert Tait, i critici di Trump stanno chiedendo alla Casa bianca maggiore chiarezza su cosa accadrà in futuro. Oppositori e analisti affermano che la mancanza di un piano chiaro finora delineato ha creato il rischio che gli Stati Uniti vengano risucchiati in un conflitto di lunga durata. Un conflitto che Trump ha ripetutamente promesso di evitare.

Bisogna ricordare che l’obiettivo principale è quello di impedire che l’Iran sviluppasse una tecnologia nucleare che potesse mettere a rischio l’Occidente e il vicino Israele, che vede minacciata la propria esistenza nella regione.

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