Messico nel caos, chi era Nemesio Oseguera Cervantes alias El Mencho: “Controllava tutto, era come un dittatore”

L’Esercito messicano ha ucciso il più potente leader del cartello del Paese nonché uno dei latitanti più ricercati degli Stati Uniti.

Si tratta del boss del cartello di Jalisco New Generation (Cjng), Nemesio Oseguera Cervantes alias El Mencho, morto durante un tentativo di cattura. Parliamo del colpo più importante contro i cartelli dalla cattura del capo del cartello di Sinaloa Joaquín “El Chapo” Guzmán, avvenuta dieci anni fa.

El Mencho, boss del narcotraffico ucciso in Messico
Messico nel caos, chi era Nemesio Oseguera Cervantes alias El Mencho: “Controllava tutto, era come un dittatore” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Gli uomini armati del cartello hanno risposto all’uccisione di El Mencho con violenza in tutto il Messico, lasciando auto incendiate a bloccare le strade in quasi una dozzina di Stati messicani. Molti residenti della capitale di Jalisco si sono chiusi in casa per la paura. Lezioni sospese e partite di calcio rinviate in molti territori. L’amministrazione statunitense di Donald Trump aveva minacciato dazi o azioni militari se il Messico non avesse mostrato risultati nella lotta contro i cartelli.

Persino il Guatemala ha rafforzato la sicurezza al confine con il Messico. L’omicidio potrebbe dare al governo un vantaggio nei rapporti con l’amministrazione Trump. Oseguera Cervantes aveva 59 anni ed era originario dello Stato del Michoacán. I suoi legami con la criminalità organizzata risalivano ad almeno tre decenni fa. Nel 1994, fu processato per traffico di eroina negli Stati Uniti e condannato a tre anni di carcere.

Il cartello è noto per i suoi attacchi alle forze di sicurezza messicane

Al suo ritorno in Messico si fece rapidamente strada nel mondo del narcotraffico. Intorno al 2009, fondò il cartello di Jalisco Nuova Generazione, che divenne l’organizzazione criminale in più rapida crescita in Messico. Secondo le autorità il cartello trasporta cocaina, metanfetamine, fentanyl e migranti negli Stati Uniti facendo largo uso della violenza con droni e ordigni esplosivi improvvisati.

Il cartello è noto per i suoi attacchi alle forze di sicurezza messicane. Nel 2015 è ritenuto responsabile di aver abbattuto un elicottero militare a Jalisco. Ha poi cercato di assassinare il capo della polizia di Città del Messico, Omar García Harfuch, ora segretario alla sicurezza federale del Messico. Ha sperimentato nuovi modi per reclutare membri attraverso il web e generando entrate attraverso furti di carburante, estorsioni e frodi in multiproprietà.

Caos dopo il blitz contro El Mencho, boss del narcotraffico ucciso in Messico
Il cartello è noto per i suoi attacchi alle forze di sicurezza messicane (ANSA FOTO) – Notizie.com

Oseguera Cervantes è stato ucciso durante un tentativo di cattura, mentre i suoi seguaci cercavano di respingere le truppe messicane. Il Dipartimento della Difesa ha dichiarato in un comunicato che l’Esercito aveva lanciato un’operazione nella parte meridionale dello stato di Jalisco per catturare Oseguera Cervantes, coinvolgendo l’Aeronautica militare messicana e le forze speciali.

Il cartello ha contrattaccato e, nello scontro che ne è seguito, le forze federali hanno ucciso quattro membri del gruppo criminale e ne hanno feriti altri tre, tra cui il suo leader, morto durante il trasferimento in aereo a Città del Messico. Tre soldati sono rimasti feriti e due persone sono state arrestate.

Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni su El Mancho

Lanciarazzi in grado di abbattere aerei e distruggere veicoli blindati sono stati sequestrati sul posto. Messico e Usa hanno fatto sapere che la collaborazione in termini di intelligence ha portato al blitz. Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che avessero portato al suo arresto. L’amministrazione Trump ha designato il cartello di cui era a capo come terroristico.

Il vicesegretario di Stato Christopher Landau, ambasciatore degli Stati Uniti in Messico durante la prima amministrazione Trump, ha applaudito l’operazione scrivendo su X: “I buoni sono più forti dei cattivi. Congratulazioni alle forze dell’ordine della grande nazione messicana“. Mike Vigil, ex capo delle operazioni internazionali della Dea, ha affermato che il Messico ha inviato “un forte messaggio all’amministrazione di Donald Trump: stanno combattendo in modo aggressivo ed efficace” contro i cartelli più potenti.

Il cartello di Jalisco è attivo presente in almeno 21 dei 32 stati messicani ed è radicato in quasi tutti gli Stati Uniti, secondo la Drug enforcement administration statunitense. Ma è anche un’organizzazione globale e la perdita del suo leader potrebbe essere avvertita ben oltre il Messico. “El Mencho controllava tutto, era come il dittatore di un Paese“, ha detto Vigil. Il cartello di Sinaloa è invece bloccato in una lotta di potere interna, tra i figli di El Chapo e la fazione fedele a Ismael El Mayo Zambada, che è sotto custodia degli Stati Uniti.

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