Il Parlamento europeo ha approvato una nuova normativa per sostenere i produttori contro la crisi e gli eventi meteo estremi. Nuove regole per la classificazione dei vini dealcolati.
Con 625 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato una nuova normativa sulla tutela dei produttori di vino in Europa. Il provvedimento ratifica l’accordo provvisorio raggiunto con gli Stati Membri il 5 dicembre 2025. 
Ha l’obiettivo di sbloccare nuove opportunità di mercato, fornendo strumenti concreti per affrontare i nuovi consumi e le sfide climatiche.
Una delle novità è la classificazione dei vini dealcolati, con criteri precisi che dovranno essere riportati sull’etichetta. La dicitura Analcolico 0% dovrà essere utilizzata quando la gradazione non supera lo 0,5% vol, mentre A riduzione di alcol sarà usata per prodotti con una gradazione superiore allo 0,5% vol, ma inferiore al 30%.
Etichette chiare per i vini analcolici e a ridotto contenuto alcolico
La normativa risponde anche alle esigenze che si stanno presentando per quanto riguarda le calamità naturali e le condizioni meteorologiche avverse, oltre che le epidemie di malattie delle piante. I viticoltori potranno ottenere un sostegno aggiuntivo impiegando i fondi Ue anche per l’estirpazione.
È stato anche fissato un tetto nazionale per i pagamenti per la distillazione del vino e per la vendemmia verde, stabilito al 25% dei fondi complessivi per ogni Stato. 
Gli europarlamentari hanno approvato anche nuovi incentivi per la crescita delle aree rurali. Le misure prevedono incentivi per promuovere i vini europei e incentivare l’esoterismo. I Paesi potranno beneficiare di un finanziamento fino al 60%. Nello specifico: fino al 30% per le piccole e medie imprese, e al 20% per quelle più grandi. Con questa iniziativa potranno essere finanziate anche pubblicità, eventi, mostre e studi per tre anni, rinnovabili due volte.
Per entrare in vigore, l’accordo provvisorio dovrà ottenere l’approvazione definitiva del Consiglio. “Questa legge rappresenta una risposta tempestiva ed efficace alla crisi che il settore vitivinicolo sta attraversando. – ha detto Esther Herranz García (Ppe) – L’Europa sta rispondendo con strumenti concreti, come l’utilizzo di finanziamenti europei per misure di crisi, migliori condizioni per le attività di promozione e comunicazione e un maggiore cofinanziamento per aiutare gli agricoltori ad adattarsi più rapidamente ai cambiamenti climatici”.





