Cuore “bruciato” prima dell’operazione per un bimbo di due anni: come funziona il sistema dei trapianti e cosa potrebbe essere accaduto

“Vorrei fare un appello a tutto il mondo: spero che arrivi un cuore per mio figlio e che si salvi. Questa è la mia priorità”.

Sono le parole di Patrizia, la mamma del bambino di due anni e tre mesi a cui lo scorso 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli è stato trapiantato un cuore danneggiato. La vicenda è emersa però solo nelle ultime ore e sta tenendo l’Italia intera con il fiato sospeso.

Trasporto organi
Cuore “bruciato” prima dell’operazione per un bimbo di due anni: come funziona il sistema dei trapianti e cosa potrebbe essere accaduto – Notizie.com

L’organo era giunto da Bolzano e si è rivelato inutilizzabile a causa di un errore di conservazione nel trasporto. In particolare il cuore sarebbe rimasto danneggiato dal contatto col ghiaccio secco utilizzato per il suo trasporto al posto del ghiaccio normale. Particolare di rilievo, ma al momento non confermato, il fatto che il trapianto potrebbe essere stato effettuato lo stesso, dopo che era già stato espiantato quello da sostituire, nonostante l’organo fosse inutilizzabile.

Il bambino è ancora attualmente ricoverato in coma farmacologico in terapia intensiva, attaccato ad un macchinario salvavita. La famiglia del piccolo ha chiesto che venga fatta chiarezza sulla vicenda, sulla quale sono in corso ben quattro inchieste, due giudiziarie e due sanitarie. Al lavoro sul caso le Procure della Repubblica di Napoli e Bolzano, lo stesso ospedale e poi l’Asl di competenza, la Napoli 1 Centro.

Il legale della famiglia del piccolo: “La situazione è assai complessa”

Sono tre al momento i medici sospesi dall’attività trapiantologica: un primario, il suo assistente e la direttrice del reparto di Cardiochirurgia e Trapianti dell’ospedale Monaldi. “La situazione è assai complessa. – ha detto Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino – Anche se arrivasse il cuore, i medici che dovrebbero eseguire l’impianto sono al momento sospesi, il bambino non può essere trasferito. È un momento particolare”.

Secondo gli ultimi dati completi del Centro nazionale trapianti (Cnt), nel 2024 i pazienti in lista per un cuore nuovo, nel programma nazionale pediatrico 0-17 anni, erano 48, con un tempo medio d’attesa di 3,5 anni. Sempre nel 2024 sono stati realizzati in totale 4.642 trapianti, di cui 179 in urgenza nazionale (75 di fegato, 86 di cuore, 14 di polmone, 4 di rene) e 191 pediatrici (79 di fegato, 76 di rene, 32 di cuore, 4 di polmone).

Medici durante un trapianto
Il legale della famiglia del piccolo: “La situazione è assai complessa” – Notizie.com

Ma come funziona il sistema dei trapianti in Italia? E cosa può essere accaduto all’organo destinato al bimbo di Napoli durante il trasporto e poi in sala operatoria? Il sistema italiano è regolato dalla Legge numero 91 del 1 aprile 1999, dal Decreto ministeriale dell’8 aprile 2020, dalle Linee guida del Cnt e dal Coordinamento del Sistema informativo trapianti (Sit).

Il sistema è strutturato su tre livelli: il Cnt a livello nazionale, i Centri regionali (Crt) sui territori e poi i Centri trapianto accreditati come il Monaldi. L’individuazione del donatore avviene in rianimazione, dopo l’accertamento di morte cerebrale, la valutazione di idoneità clinica e gli esami infettivologici, virologici, cardiologici. L’assegnazione dell’organo avviene tramite un algoritmo nazionale del Sit che considera il gruppo sanguigno, la gravità clinica, il tempo il lista, la compatibilità antropometrica. Esistono in aggiunta criteri pediatrici dedicati.

L’organo non deve entrare mai in contatto diretto con il ghiaccio

Il cuore, come nel caso in oggetto, viene espiantato in ambiente sterile, perfuso con soluzione cardioplegica fredda, inserito in triplo contenitore sterile e conservato a temperatura controllata tra i 2 e gli 8 gradi. L’organo non deve infatti entrare mai in contatto diretto con il ghiaccio. Stando alle Linee guida Ishlt (International society for heart and lung transplantation) e gli Standard Cnt sulla conservazione degli organi.

Il trasporto può avvenire in ambulanza o per via aerea, anche attraverso voli dedicati. Tutto dev’essere accuratamente tracciato e documentato: l’ora di clampaggio aortico, le ore di partenza e arrivo, la temperatura, le condizioni del contenitore. Con ogni probabilità le indagini in corso partiranno proprio da questi dati per l’individuazione delle eventuali responsabilità.

 

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In caso di errori di conservazione, infatti, ad esempio se la temperatura è eccessivamente bassa o se avviene un contatto con il ghiaccio secco, può verificarsi un danno cellulare miocardico irreversibile. È per questo che, nella vicenda di Napoli, si è parlato di cuore “bruciato”. La rigida procedura prosegue nella sala operatoria di arrivo, ovvero prima dell’impianto. L’organo viene ispezionato, valutato ed eventualmente sottoposto ad ulteriori test. È il cardiochirurgo che deve decidere se procedere o meno come forma di valutazione clinica intraoperatoria.

Se il cuore viene valutato inutilizzabile il trapianto viene annullato e rimesso in lista. Ma cos’è accaduto al Monaldi? È presto per dirlo, ma il chirurgo potrebbe essersi trovato davanti ad una situazione di altissima complessità clinica. Se il cuore nativo era già stato rimosso potrebbe aver deciso di impiantare comunque e di mantenere il supporto extracorporeo. Si tratta, ovviamente, solo delle prime ipotesi. Intanto, però, è corsa contro il tempo per la ricerca di un cuore nuovo per il bimbo di Patrizia.

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