“Non mi piace Vannacci. Non mi piace proprio. E non intendiamo cedergli il marchio depositato da mio marito”.
Comincia in salita l’avventura da “solista” di Roberto Vannacci, ex generale ed europarlamentare, dopo l’addio alla Lega. Il nome e il marchio del partito Futuro Nazionale, infatti, parrebbe non essere disponibile. 
Quella in apertura, infatti, è una dichiarazione che Marina Caprioni ha rilasciato al Fatto Quotidiano. Caprioni è la vedova di Riccardo Mercante, promotore finanziario di Giulianova e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Abruzzo, deceduto nel 2020. Mercante ha depositato nel 2010 e poi registrato nel 2011, il nome Futuro Nazionale presso l’Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese.
L’intento di Vannacci è invece quello di utilizzare il marchio Futuro Nazionale come quello ufficiale del suo nuovo partito. Ma quel nome è entrato nella successione ereditaria di Mercante, ed oggi appartiene alla vedova Marina Caprioni e ai figli. E gli eredi non intendono cedere il marchio, né gratuitamente né a pagamento.
Quanto di più lontano ci possa essere dalle intenzioni dell’ex generale
“La nostra famiglia arriva da sinistra, poi ci siamo avvicinati al mondo dei Cinque Stelle. – ha detto Caprioni – Essere associati a una persona che ha tutt’altri ideali ci ha dato anche fastidio. Per me quel marchio non è una questione di soldi. È una cosa che riguarda mio marito, la sua storia, quello che era e quello in cui credeva”.
Dunque quanto di più lontano ci possa essere dalle intenzioni dell’ex generale, che ha fondato un partito di chiara impronta sovranista, identitaria ed euroscettica. Lo stesso Vannacci ha replicato però: “Finché non c’è nulla di diverso continueremo a usare il simbolo. Se non c’è nulla di vietato si può usare“. Si tratta fondamentalmente di una zona grigia. Vannacci può usare il marchio ma non può registrarlo, ed è esposto a azioni civili per contraffazione o uso indebito. 
Non è tutto. Stando ad alcune indiscrezioni giornalistiche, il perno organizzativo e finanziario del nuovo partito di Vannacci ruoterebbe attorno a una fondazione chiamata Generazione Xa, di cui la moglie dell’eurodeputato Camelia Mihailescu è la presidente, e Massimiliano Simoni, consigliere regionale della Lega in Toscana, è il direttore generale. Generazione Xa rappresenterebbe un chiaro riferimento alla X Mas.
Ovvero alla Decima flottiglia mezzi d’assalto, un reparto della Regia Marina che negli anni ’40 divenne di fatto un corpo militare-politico, impegnato anche in operazioni di repressione interna. Si tratta di un simbolo identitaria dell’estrema destra, che richiama miti di onore e disciplina. Sempre secondo diversi media la fondazione sarebbe finanziata da un sistema di adesioni a pagamento, attivo già durante le elezioni europee che hanno aperto le porte di Bruxelles a Vannacci.
La figura dell’ex generale che si è appena scontrato con il vicepremier, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini, è stata recentemente indagata dai cronisti della trasmissione Rai Report. Vannacci, che in passato ha avuto rapporti e contatti con ambienti russi per motivi professionali e politici, potrebbe essere visto come un punto di riferimento per l’area Maga statunitense. Non solo. Report ha documentato anche i rapporti personali di Vannacci con Gianmario Ferramonti, considerato un massone vicino a Licio Gelli.





