Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per il 2 febbraio alle ore 11 un tavolo di confronto con le principali associazioni rappresentative delle industrie energivore.
L’obiettivo dichiarato è di approfondire i principali dossier europei di rilevanza per il comparto, ma il sospetto è che l’urgenza sia dettata dai nuovi aumenti del settore determinati da fattori climatici e geopolitici. 
“Uno scenario inaspettato. Le piattaforme previsionali segnavano calma piatta prevedendo un mercato stabile almeno per i due anni a venire. In pochi giorni siamo tornati ai livelli di picco dell’inverno 24/25, che costrinse il governo a emanare un Dl bollette con aiuti alle imprese e alle famiglie. Il gas oggi è ben oltre i 43 euro al megawattora, e la luce ha di nuovo superato il tetto dei 150 euro al megawattora. Tutto spinto da una combinazione di fattori climatici e geopolitici, mentre le case degli italiani ingurgitano miliardi di metri cubi di gas”.
A fare il punto della situazione, in esclusiva per Notizie.com, è Marco Lupo, amministratore e direttore commerciale di Utilities dimension, delegato Assium e Consumerismo Emilia Romagna ed esperto nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale. Il freddo intenso che ha stretto in una morsa l’Europa ha rallentato l’arrivo delle navi Lng nei terminali di rigassificazione. Nel frattempo le tensioni geopolitiche hanno spinto alcune navi dirette in Europa a modificare rotta.
Marco Lupo: “La principale centrale nucleare francese è ancora fuori uso”
“Sono state attratte da offerte più vantaggiose (verso Asia o Sud America) o per evitare tratte marittime rischiose come lo Stretto di Hormuz. – ha continuato l’esperto – Un insieme di fattori che ha fatto salire la febbre speculativa legata al rischio bellico. La principale centrale nucleare francese, da cui importiamo circa il 7% della nostra energia elettrica, è ancora fuori uso a causa di una tempesta, e anche la produzione da fonti rinnovabili è debole: poco vento, bacini idroelettrici scarichi. A tutto questo si aggiunge una situazione di stoccaggi già in sofferenza: alcune proiezioni ipotizzano un marzo con livelli sotto il 20% in diversi Paesi del nord Europa”.
Il commissario all’energia Dan Jorgensen, danese, ieri ha parlato della crescente preoccupazione per il crearsi di una dipendenza alle importazioni di gnl dagli Stati Uniti. La Ue deve attrezzarsi per diversificare gli approvvigionamenti. “C’è una inquietudine crescente, che condivido, legata al rischio di rimpiazzare una dipendenza (dalla Russia) con un’altra, gli sconvolgimenti geopolitici seguiti alla crisi della Groenlandia sono stati un campanello d’allarme“, ha detto Jorgensen aggiungendo che la situazione è determinata dagli attacchi di Trump alla Ue per ottenere il controllo della Groenlandia. 
“La vera notizia è che il mercato ha perso ogni stabilità. – ci ha spiegato Marco Lupo – Operando ogni giorno nel mercato nazionale, posso confermare che i trader stanno già correndo ai ripari, alzando i listini o ritirando le offerte a prezzo fisso, in attesa di maggiore visibilità. E quando gli operatori iniziano a fuggire dal rischio, significa che la fiducia è davvero ai minimi.
È il sintomo di un sistema fragile, dove ogni shock genera un effetto domino. Dopo anni di sforzi per costruire un settore energetico pulito, sicuro e sostenibile, in linea con l’Agenda 2030, gli Accordi di Parigi e il Green Deal europeo, ci ritroviamo a inseguire il gas di scisto statunitense, estratto tramite la tecnica più invasiva e discutibile sul piano ambientale del pianeta. Non stiamo parlando solo di una risorsa costosa e sporca, ma di una logica geopolitica che punta a resuscitare i combustibili fossili, riportando l’equilibrio energetico globale a una versione aggiornata degli anni ’60. Come la società civile del 2025 abbia potuto permetterlo, per me resta un mistero”.
“L’Italia ha trasformato l’energia in una moneta di scambio”
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, in audizione al Senato sui sistemi di accumulo di energia, ha detto che in base ai dati forniti dal gestore del sistema elettrico Terna, al 31 dicembre 2025 risulta installata una potenza complessiva di 14,4 Gw di sistemi di accumulo. E che bisogna sviluppare entro il 2030 altri 6 Gw di accumuli, per raggiungere l’obiettivo al 2030 di 122 gigawattora.
“L’Italia, – ha dichiarato il delegato Assium – Paese privo di giacimenti significativi, senza nucleare e senza autosufficienza, ha trasformato l’energia in una moneta di scambio da spendere in trattative diplomatiche che mirano solo a tentare di tenere lo stivale dentro al cono d’ombra anche solo di una delle stelle della bandiera statunitense. Ma a ben vedere, non credo che ai fatti, vedi dazi, questo possa bastare a spostare il baricentro dell’ego trumpiano. La sicurezza energetica ha fatto perdere le sue tracce da cinque anni e mi fermo qui per non riaprire il tema gas russo. 
Tutti questi elementi li dobbiamo poi collocare in un contesto sociale già sfibrato da un quinquennio devastante, dove una bolletta può alterare in modo significativo il bilancio di una famiglia o una Pmi. Credo che, quando un Paese si trovi in questa condizione, debba calibrare con estrema attenzioneogni accordo, ogni alleanza energetica, ogni rotta commerciale. Serve lucidità e visione di lungo periodo.
Ci ritroviamo legati mani e piedi a un mercato spot volatile e imprevedibile. In pratica, invece di un sistema strategico, ci troviamo dentro una lotteria globale, in cui chi ha meno leve strutturali, come l’Italia, paga sempre il prezzo più alto. Abbiamo vissuto un’epoca di relativa stabilità fino al 2020, con oscillazioni dei prezzi tutto sommato gestibili. Poi sono arrivati la pandemia, la guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente.
È iniziata l’era della volatilità, e i valori di riferimento sono stati completamente riscritti. Oggi ci confrontiamo con uno scenario in cui i prezzi non sono mai veramente bassi anche nei momenti di apparente calma, e ogni crisi internazionale può farli schizzare alle stelle. Una volta si parlava di mercato libero come opportunità: oggi, per molti, è diventato un campo minato su cui hanno costretto a correre cittadini e imprese”.





