Minacce via social a Jonathan Rivolta: “Vendicheremo il ladro”. Alta tensione a Lonate Pozzolo: presidio fisso dei carabinieri

Le minacce via social, le scritte sui muri, il presidio fisso delle forze dell’ordine, la solidarietà del centrodestra.

Sono giornate ad altissima tensione per la comunità di Lonate Pozzolo, non lontano da Varese, e per il 33enne Jonathan Rivolta. Ovvero per il giovane che nei giorni scorsi ha ferito a morte Adamo Massa di 37 anni, un presunto ladro di origine sinti che si era introdotto nella casa di Rivolta.

Jonathan Rivolta, sullo sfondo i carabinieri in presidio
Minacce via social a Jonathan Rivolta: “Vendicheremo il ladro”. Alta tensione a Lonate Pozzolo: presidio fisso dei carabinieri (ANSA FOTO) – Notizie.com

Mentre la Procura della Repubblica è al lavoro per accertare dinamica e responsabilità, l’opinione pubblica si è divisa. Rivolta non è indagato, e le indagini sembrerebbero orientate alla legittima difesa dell’uomo, ma la vicenda è deflagrata dal punto di vista sociale, mediatico e politico. Ricostruendo brevemente la dinamica dei fatti, sembrerebbe che dopo il ferimento, alcuni complici abbiano lasciato Massa davanti al pronto soccorso di Magenta dove poi è morto.

Centinaia di persone riconducibili all’area sinti avrebbero preso d’assalto la struttura sanitaria. Dopo alcuni giorni sono spuntate sui social media minacce esplicite nei confronti di Jonathan Rivolta. Le frasi più preoccupanti, richiamate anche dai giornali Libero e Torino Cronaca, sarebbero: “Vendicheremo il ladro”; “L’assassino deve pagare le più brutte cose”; “Noi sinti dobbiamo far vedere chi siamo”.

Lonate Pozzolo, informativa delle forze dell’ordine in Procura: rischio azioni ritorsive

Il tutto confluito in un’informativa delle forze dell’ordine alla Procura, per il timore di azioni ritorsive. Davanti alla villetta della famiglia Rivolta è dunque stato predisposto un presidio fisso dei carabinieri. Sul fronte opposto, a Busto Arsizio sono comparse scritte sui muri: “Forza Rivolta” e “Via i rom”.

Il Siap, il Sindacato italiano appartenenti polizia, ha chiesto un dialogo istituzionale costante con l’amministrazione comunale di Lonate Pozzolo per evitare l’accumulo di tensioni.

 

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Nel Varesotto è in atto un vero e proprio scontro tra due mondi.Come si apprende dalla stampa, al ragazzo di Lonate Pozzolo che, per legittima difesa, ha ucciso un 37enne rom che stava rapinando la sua casa, stanno arrivando gravi minacce da parte dei parenti del rapinatore. – hanno detto i deputati della Lega Stefano Candiani e Andrea Barabotti – A Jonathan Rivolta va tutta la solidarietà della Lega. Auspichiamo che le forze dell’ordine e le autorità preposte garantiscano tutela alla famiglia del proprietario di casa.

E mostrino la massima determinazione nel sanzionare queste azioni di minaccia e questo disprezzo per le regole di convivenza. Auspichiamo inoltre lo sgombero senza esitazione del campo rom alle porte di Torino, da cui provengono questi malviventi. Da troppo tempo sono una inaccettabile dimostrazione di impunità intollerabile. Si tratta di un motivo in più, se ancora ce ne fosse bisogno, per procedere spediti con un’ulteriore stretta sulla sicurezza”.

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