È morto alle ore 20 circa di ieri sera Youssef Abanoub, lo studente italo-egiziano accoltellato ieri mattina da un compagno di scuola dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi di La Spezia.
Il giovane era stato sottoposto ad un intervento chirurgico nel pomeriggio all’ospedale Sant’Andrea. La coltellata aveva colpito il ragazzo alla milza. Perforandola e provocando una fuoriuscita di sangue che ha provocato un arresto cardiocircolatorio. 
I chirurghi erano riusciti in un primo momento a rianimarlo. Ad uccidere il giovane è stato un coetaneo, un marocchino di 19 anni con permesso di soggiorno, che ha utilizzato un coltello da cucina. L’aggressore è stato fermato dagli agenti della polizia di stato con l’accusa di omicidio. Da una prima ricostruzione alla base dell’omicidio ci sarebbero motivi di gelosia.
“Quanto accaduto a La Spezia è un fatto gravissimo. Il pacchetto sicurezza intercetta questo disagio che oggi è il principale fenomeno di allarme sociale. – ha detto il sottosegretario dell’Interno Nicola Molteni – Oggi è necessario e urgente affrontare il fenomeno dell’uso delle lame nella criminalità giovanile. Va fatta una riflessione sulla possibilità di un decreto, affinché se ne anticipi l’entrata in vigore”.
Youssef era stato soccorso dai medici del 118
Youssef, originario di Fayyum, vicino a Il Cairo, che viveva a La Spezia con la famiglia da anni, è stato colpito al costato. Era stato soccorso dai medici del 118. Hanno tamponato inizialmente una copiosa emorragia prima della corsa verso la shock room del pronto soccorso. Qui gli è stato anche praticato il massaggio cardiaco. Un fatto di sangue che ha sconvolto la realtà spezzina e non solo provocando molte reazioni politiche.
“Purtroppo c’è una cultura nell’uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile. – ha dichiarato il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini a Otto e mezzo su La7 – È un problema che dobbiamo affrontare ogni giorno in modo molto complicato. Siamo una città con 20mila stranieri su quasi 100mila abitanti. Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi. Ma è chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie. Dobbiamo fare molto di più“. 
L’aggressione è avvenuta all’interno di un’aula dell’edificio di via XX Settembre. Si tratta della scuola che nell’Ottocento formava gli operai dell’arsenale marittimo e oggi offre corsi legati all’allestimento degli yacht, pesca, moda e odontoiatria. L’aggressore sarebbe entrato in classe dopo le 11 brandendo il coltello con cui ha poi inferto la ferita, mentre gli altri alunni presenti assistevano sotto shock.
“Provo grande dolore per la morte del giovane studente, – ha commentato il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara – Una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l’intero Paese. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ai compagni di scuola, ai docenti e a tutto il personale dell’istituto”.
Gli inquirenti hanno raccolto alcune testimonianze all’interno della scuola per ricostruire con esattezza la cornice entro la quale è nato il folle gesto, che ha lasciato sconvolta tutta la comunità cittadina. Tra i ragazzi e le ragazze assiepate al di fuori dell’ospedale c’era chi parlava di un dissidio nato giorni addietro per motivi sentimentali legati a una ragazza. Ipotesi da verificare e al vaglio degli inquirenti, che analizzeranno i telefoni cellulari delle persone coinvolte.





