In Iran il blackout è un’arma di Stato, isolato un Paese per reprimere la rivolta: “Un giorno la giustizia raggiungerà le autorità”

L’Iran ha allentato alcune restrizioni per i suoi cittadini. Per la prima volta da giorni, ha permesso loro di effettuare chiamate all’estero tramite i loro telefoni cellulari.

Dall’8 gennaio, le autorità hanno imposto un blackout di Internet in tutto il Paese, che ha causato gravi restrizioni alle comunicazioni. Restano le restrizioni su internet e sui servizi di messaggistica. Il bilancio delle vittime di giorni di sanguinose proteste contro lo Stato è salito ad almeno 646 persone uccise.

Proteste in Iran
In Iran il blackout è un’arma di Stato, isolato un Paese per reprimere la rivolta: “Un giorno la giustizia raggiungerà le autorità” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato di credere che il governo iraniano sia nei suoi “ultimi giorni e settimane“, rinnovando l’appello alle autorità iraniane a porre immediatamente fine alla violenza contro i manifestanti. “Se un regime può mantenersi al potere solo con la forza, allora è di fatto alla fine“, ha dichiarato Merz che spera che ci sia “una possibilità di porre fine a questo conflitto pacificamente”.

L’esercito israeliano ha dichiarato di essere ancora “in allerta per scenari a sorpresa” a causa delle proteste in corso in Iran. Ma non ha apportato alcuna modifica alle linee guida per i civili, come fatto in precedenza prima di una minaccia concreta. Israele ha attaccato il programma nucleare iraniano durante l’estate, provocando una guerra di 12 giorni che ha ucciso quasi 1.200 iraniani e 30 israeliani.

Human rights watch: “Chiedere urgentemente alle autorità iraniane di fermare lo spargimento di sangue”

La scorsa settimana, l’Iran ha minacciato di attaccare Israele qualora lo Stato ebraico o gli Stati Uniti avessero attaccato. L’agenzia di stampa statunitense Human rights activists news agency, che ha fornito dati accurati sui disordini degli ultimi anni, ha fornito l’ultimo bilancio delle vittime. Secondo l’agenzia 512 delle vittime erano manifestanti e 134 membri delle forze di sicurezza. Più di 10.700 persone sono state arrestate durante le due settimane di proteste.

Secondo l’organizzazione internazionale Human rights watch, che sta documentando prove di uccisioni, i Paesi membri delle Nazioni Unite dovrebbero chiedere urgentemente alle autorità iraniane di fermare lo spargimento di sangue. E garantire l’accesso immediato e senza restrizioni alla Missione internazionale indipendente di inchiesta sull’Iran, istituita dall’Onu, e ripristinare l’accesso a Internet globale.

Proteste Iran
Human rights watch: “Chiedere urgentemente alle autorità iraniane di fermare lo spargimento di sangue” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Per gli attivisti un clima di impunità avrebbe permesso alle autorità iraniane di commettere ripetutamente crimini di diritto internazionale. Tra di essi omicidi, torture , stupri e sparizioni forzate, per eliminare e punire il dissenso. Ciò sottolinea l’importanza del controllo internazionale, nonché della raccolta e della conservazione delle prove per facilitare futuri procedimenti penali.

Le notizie sulle uccisioni su larga scala di manifestanti da parte delle forze di sicurezza iraniane e su altre efferate violazioni e crimini continuano a emergere. Nonostante il blackout di internet in tutto il Paese. – ha detto Philippe Bolopion, direttore esecutivo di Human rights watch I detenuti rischiano esecuzioni segrete e arbitrarie. Le autorità hanno accusato i manifestanti di essere ‘nemici di Dio’, accusa che prevede la pena di morte. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il Consiglio per i diritti umani dovrebbero affrontare con urgenza l’escalation di atrocità. E avvertire i funzionari e le forze di sicurezza iraniane che un giorno la giustizia li raggiungerà“.

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