“Stabilità significa che il paziente non peggiora e non migliora. Sono i pazienti più complicati. Nella fase post-acuta, il problema è coprire subito le lesioni dovute alle parti ustionate”.
A parlare, in esclusiva per Notizie.com, è Marino Ciliberti, direttore della Rete aziendale di riparazione tissutale della Asl Napoli 3 Sud. Il caso è quello dei pazienti rimasti feriti nell’incendio della notte di Capodanno avvenuto nel bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Nella tragedia hanno perso la vita 40 persone, tra cui 6 giovanissimi italiani, e altre 116 sono rimaste ferite. 
All’ospedale Niguarda di Milano attualmente si trovano 12 feriti. Ieri è stato accolto presso la struttura d’eccellenza italiana Leonardo Bove di 16 anni. Finora Bove era stato ricoverato a Zurigo. Il ragazzo ha ustioni su oltre il 50 per cento della superficie corporea e danni causati dall’inalazione di fumi velenosi. Tutti i pazienti del Niguarda sono considerati in condizioni gravi ma stabili ed in prognosi riservata.
“Una volta che il paziente è stato stabilizzato, quando comincia la fase di guarigione, in genere si utilizza un innesto sintetico. – ci ha spiegato Ciliberti – Ho parlato e collaborato più volte con i colleghi del Niguarda, che ha la banca della cute più grande d’Italia, diretta dal collega Giovanni Sesana. Recentemente ci siamo confrontati a Gragnano e a Castellammare di Stabia nell’ambito del Visiting Therapy Center Program (Vtp)”.
Approvate le linee guida per potenziare la rete trapianti
A Zurigo resta come unica paziente italiana Elsa Rubino, 15enne di Biella. L’ospedale Niguarda è un centro di riferimento per i grandi ustionati e ha una banca dei tessuti che è stata fondamentale in questi giorni. In una settimana, per i primi interventi, sono stati utilizzati 13mila centimetri quadrati di pelle. La banca dei tessuti ne conserva altri 50mila.
La Regione Lombardia a fine dicembre ha approvato linee guida per potenziare la rete trapianti con la creazione di squadre di prelievo con medici appositamente formati.
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“Nei prossimi giorni sarò a Mendrisio, proprio in Svizera, per parlare di un nuovo tipo di sostituto dermico che ho già utilizzato per le ustioni di secondo grado – ha sottolineato Marino Ciliberti – che deriva dalla vescica urinaria suina. Avere centri di riferimento come i nostri è importantissimo, così come avere tutte le tecnologie a disposizione. Dopo la fase acuta è possibile far recuperare molto prima il paziente e prevenire le complicanze che nel tempo si presentano anche dopo 8 o 12 mesi“.
Al Niguarda sono ricoverati anche i compagni di classe del liceo Virgilio con cui Leonardo è partito. Fra di loro Kean, con cui condivide la passione per il calcio. Entrambe le loro squadre, la Franco Scarioni 1925 e la Enotria 1908, hanno attivato una raccolta fondi per aiutare le loro famiglie. Nel caso di Leonardo si sono attivati anche i colleghi del padre, Gabriele, che lavora nella produzione televisiva e cinematografica. Loro hanno attivato una raccolta fondi su Gofoundme che ha superato i 100mila euro.





