Silencing the streets, le proteste sotto attacco in tutta Europa e il caso del Regno Unito: “Sempre più manifestanti arrestati e incriminati”

Le autorità del Regno Unito hanno fortemente limitato il diritto di protestare, secondo le organizzazioni internazionali Human rights watch e Amnesty International. Queste ultime hanno pubblicato in queste ore il rapporto Silencing the streets: the right to protest under attack in the Uk.

Il dossier documenta come il governo laburista britannico non è riuscito a revocare le radicali leggi anti-protesta introdotte dal precedente esecutivo conservatore. Al contrario, il partito ha tentato di ampliarle con il Crime and policing bill 2025. E attraverso un uso improprio senza precedenti della legislazione antiterrorismo per prendere di mira e criminalizzare le proteste pacifiche.

Una protesta nel Regno Unito
Silencing the streets, le proteste sotto attacco in tutta Europa e il caso del Regno Unito: “Sempre più manifestanti arrestati e incriminati” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il Crime and policing bill, in attesa di approvazione da parte del Parlamento, sarà discusso alla Camera dei Lord nei prossimi giorni. “Il Regno Unito sta ora adottando tattiche di controllo delle proteste imposte in Paesi in cui le garanzie democratiche stanno crollando. – ha affermato Lydia Gall, ricercatrice senior per l’Europa e l’Asia centrale di Human rights watch – Il Regno Unito dovrebbe opporsi a tali misure, non replicarle e avallarle“.

Il governo laburista avrebbe adottato una direzione allarmante in materia di diritti di protesta e sembra determinato a sopprimere ulteriormente tali diritti. Le recenti restrizioni alle proteste derivano da una combinazione di vaghe disposizioni di legge e ampia discrezionalità della polizia, creando un contesto giuridico in cui le autorità possono reprimere le manifestazioni con un controllo limitato.

L’assistente sociale in pensione Trudi Warner arrestata e accusata di oltraggio

Il rapporto, basato su ricerche condotte nel 2024 e nel 2025, mostra che i manifestanti vengono sempre più spesso arrestati, incriminati e, in alcuni casi, condannati a pene detentive pluriennali per azioni non violente, come la partecipazione a riunioni di pianificazione. L’applicazione incoerente e talvolta arbitraria di queste disposizioni contribuisce alla confusione e ha un effetto paralizzante sul dissenso.

Un esempio di abuso di potere è il caso di un’assistente sociale in pensione, Trudi Warner, arrestata e accusata di oltraggio alla Corte per aver tenuto silenziosamente un cartello fuori da un Tribunale informando i giurati dei loro diritti. L’Alta Corte ha respinto il caso come “fantasioso” e ha confermato che la donna non aveva tentato di influenzare alcun giurato. Ciononostante, il governo laburista ha inizialmente presentato ricorso.

Protesta nel Regno Unito
L’assistente sociale in pensione Trudi Warner arrestata e accusata di oltraggio (ANSA FOTO) – Notizie.com

Cinque attivisti di Just stop oil, nel luglio 2024, sono stati condannati a pene detentive comprese tra due e cinque anni per aver partecipato a una chiamata Zoom per pianificare una protesta. In appello, nel marzo 2025 l’Alta Corte ha stabilito che le pene erano “manifestamente eccessive” e sproporzionate rispetto alla condotta non violenta. La Corte ha ridotto solo marginalmente le pene detentive degli attivisti, in un caso da cinque a quattro anni.

Tali casi sollevano serie preoccupazioni in merito alla responsabilità democratica, poiché l’espansione dell’autorità statale rischia di sopprimere la partecipazione pubblica e di indebolire la capacità delle persone di chiedere conto al governo. Il nuovo disegno di legge del 2025 su criminalità e polizia intensificherebbe la repressione delle proteste, ampliando i poteri della polizia per vietare ai manifestanti di indossare la mascherina, limitare le manifestazioni in prossimità di luoghi di culto.

Altre condizioni potrebbero esporre al rischio di espulsione le persone con status di immigrazione precario, come i richiedenti asilo e le persone senza documenti. Gli organismi nazionali e internazionali per i diritti umani hanno avvertito che tali restrizioni sono vaghe, sproporzionate e inutili. “Il Regno Unito dovrebbe tutelare il diritto di protestare invece di privare le persone dei loro diritti. – ha affermato Gall – I legislatori dovrebbero rivedere la nuova legge per rimuovere le misure che limiterebbero ulteriormente il diritto di protestare“.

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