Il caso Paragon, Giorgia Meloni e la verità sui reporter spiati: “Ma sui giornali ho visto la mia vita scandagliata, non quella di altri”

“Ci sono anche due Procure che stanno lavorando su questo tema. Confidiamo che si possa arrivare ad avere delle risposte. Il governo, con le Agenzie di intelligence, sta fornendo tutto il supporto che è necessario”.

A parlare, nella conferenza stampa di inizio anno, è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito al caso Paragon. Quest’ultimo è stato uno dei principali temi affrontati dalla premier chiamata al confronto con la stampa. “Il Copasir, competente per queste materie, con la relazione del giugno 2025, – ha continuato Meloni – ha escluso che Graphite, cioè il sistema che viene fornito da Paragon, sia stato adoperato nei confronti dei giornalisti”.

Giorgia Meloni sul caso Paragon
Il caso Paragon, Giorgia Meloni e la verità sui reporter spiati: “Ma sui giornali ho visto la mia vita scandagliata, non quella di altri” (ANSA FOTO) – Notizie.com

La vicenda, scoppiata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, riguarda l’utilizzo in Italia del software Graphite, sviluppato dall’azienda israeliana Paragon Solutions. Il programma, impiegato principalmente a livello militare, è in grado di infettare uno smartphone senza alcuna interazione dell’utente. Ciò consente a chi lo uso di accedere in maniera completa a messaggi, chat crittografate e dati personali.

Sottoscrivo in pieno le parole di Papa Leone XVI – ha dichiarato la premier – sul fatto che le informazioni personali delle persone non vengono utilizzate per screditare. Però io non ho trovato la vita scandagliata e buttata sui giornali o i conti in banca spiati o i fatti sul padre morto undici anni prima o sulla situazione patrimoniale della madre, di altri: ci ho visto le mie. Il governo sta offrendo tutta la sua disponibilità e tutte le risposte che può dare per aiutare ad arrivare alla verità su questo tema”.

Sarebbero almeno sette i cittadini italiani “bersagli” nell’ambito della vicenda Paragon

Tra le vittime di Paragon ci sarebbero diversi giornalisti, tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, e attivisti per i diritti umani come Luca Casarini e Giuseppe Caccia della ong Mediterranea saving humans, e il fondatore dell’organizzazione Refugees in Libya David Yambio.

Stando ad alcuni rapporti, sarebbero almeno sette i cittadini italiani “bersagli” nell’ambito della vicenda, tra giornalisti e attivisti.

Meloni sul caso Paragon
Sarebbero almeno sette i cittadini italiani “bersagli” nell’ambito della vicenda Paragon (ANSA FOTO) – Notizie.com

“O state sostenendo la tesi che io mi sono messa a spiare anche i miei conti in banca o attenzione alle accuse. – ha affermato la presidente del Consiglio – Lo dico anche a Cancellato che da mesi accusa implicitamente il governo. Se c’è un fatto che conosciamo è che i fatti personali, non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni sono finiti su tutti i giornali. Figuratevi se non sono solidale e non capisco di che cosa state parlando“.

Un dossier del Copasir, il Comitato parlamentare italiano di controllo sull’intelligence, ha confermato che i servizi segreti italiani Aisi ed Aise hanno utilizzato lo spyware Graphite per inchieste sul terrorismo, sulla ricerca dei latitanti e sulla criminalità organizzata. Per il Copasir, però, Graphite non sarebbe stato utilizzato contro i giornalisti.

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