Chiara, Achille, Giovanni, Riccardo, Sofia. Si sono svolti oggi i funerali di cinque delle sei vittime italiane della strage di Crans-Montana. I ragazzi si trovavano nel bar Le Constellation in Svizzera per festeggiare il Capodanno quando è scoppiato l’incendio che ha ucciso 40 persone.
Mentre va avanti l’inchiesta della magistratura elvetica sulle cause e sulla responsabilità della tragedia, oggi in Italia è stata una giornata di lutto. A Roma, presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, si è tenuto il funerale del 16enne Riccardo Minghetti. A Bologna, invece, nella cattedrale di San Pietro l’addio a Giovanni Tamburi, 16 anni. Cerimonie a Milano per Chiara Costanzo, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, e Achille Barosi, nella Basilica di Sant’Ambrogio. Avevano entrambi 16 anni. 
I funerali di Sofia Prosperi si sono tenuti nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano, in Svizzera. “Riccardo amava lo sport, gli amici, la famiglia, era un ragazzo pieno di vita – ha detto a Roma monsignor Andrea Manto – La vita è qualcosa di meraviglioso e la morte non ha l’ultima parola. Non ci sono altre parole, c’è la promessa che la morte é solo addormentarsi per risvegliarsi poi nell’eternità”.
Il padre di Riccardo, Massimo Minghetti, ha preso la parola al termine dell’omelia, rivolgendosi agli amici e ai compagni di scuola del figlio: “Continuate a vivere con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di Riccardo”. Per Giovanni Tamburi l’Arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha scritto un messaggio carico di dolore e di speranza: “Sento l’unica consolazione nella luce tenera del Natale. E di quell’astro del cielo che l’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra accettando la debolezza e il limite umano la nostra sofferenza, la nostra morte”.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino
Milano si è stretta nel dolore per la scomparsa di Chiara Costanzo e Achille Barosi. Il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino. Per Chiara, l’omaggio è stato organizzato nella cappella del Collegio San Carlo, luogo di raccoglimento per compagni di scuola, docenti e amici. La camera ardente di Achille è stata invece predisposta nella Basilica di Sant’Ambrogio.
Un ulteriore momento di raccoglimento è previsto per domani, giovedì 8 gennaio, all’interno del liceo Moreschi, frequentato da Chiara, che ha organizzato una commemorazione aperta all’intera comunità scolastica. Alle 9 tutte le classi seguiranno l’iniziativa dalle proprie aule tramite collegamento Meet con l’Aula Magna, dove saranno presenti la 3AL, il dirigente scolastico Bruno Rossilli, i docenti, lo staff di presidenza, la Dsga, amici di Chiara, ospiti esterni e, se lo desidereranno, anche i familiari. 
“Il paradiso sia per loro il luogo della festa, che si è interrotta violentemente. La festa vera, destinata a durare per sempre – ha detto l’abate della basilica di Sant’Ambrogio Carlo Faccendini durante l’orazione iniziale al funerale di Achille Barosi – Immagino che straziato sia il cuore dei familiari, dei parenti, degli amici, dei compagni di classe e dei docenti di Achille. Il cuore è straziato e la mente è confusa con tante domande: perché? Perché la morte? Quando tutto diventa buio, non è necessario che tutto torni improvvisamente luminoso. Basta una piccola luce, per provare a riprendere, a vivere, a camminare”.
Lacrime e applausi hanno accolto il feretro del giovane Achille all’uscita della Basilica di Sant’Ambrogio. Migliaia le persone assiepate nel sagrato e nel piazzale antistante, accanto al carro funebre che attendeva l’arrivo del corteo. Nell’aria le note di Perdutamente, una canzone di Achille Lauro, tra le preferite del 16enne. Dolore e commozione tra i parenti. Il nonno di Achille ha voluto ringraziare i poliziotti che avevano formato un cordone a protezione del carro. “Grazie per tutto quello che fate per l’Italia“, ha detto.
“Tutto in noi oggi dice di no: no, non ce la facciamo, non è vero, non si può morire a 15 anni”
Questo pomeriggio nella cattedrale di Lugano, infine, i funerali di Sofia Prosperi, la 15enne italosvizzera studentessa dell’International School di Fino Mornasco, nel Comasco, una delle vittime più giovani del rogo di Capodanno a Crans-Montana. “Il pensiero – ha detto il vescovo di Lugano Alain de Raemy, in una chiesa gremitissima di ragazzi, molti dei quali stringevano una rosa bianca – va a tutti gli altri giovani che condividevano con lei la festa di Capodanno. Tutto in noi oggi dice di no: no, non ce la facciamo, non è vero, non si può morire a 15 anni. Ma oggi Sofia vive uno sconvolgente sì, il più grande della sua vita, una vita piena ed eterna. Il più grande e bel viaggio mai immaginato”.
Domani giovedì 8 gennaio verranno celebrati a Genova i funerali di Emanuele Galeppini, il campione di golf di 16 anni morto nella strage di Crans-Montana. Per volontà e richiesta dei genitori non è stata nota la chiesa dove verranno svolte le esequie. La camera ardente allestita nella cappella della chiesta dei frati cappuccini all’interno del Policlinico San Martino resterà aperta anche oggi.





