Non servono misure cautelari non sussistendo i presupposti, in particolare il pericolo di fuga, per Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, secondo la Procura del Canton Vallese responsabile dell’inchiesta sulla strage.
Ma “in Italia potrebbero essere arrestati”, secondo l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. “L’ho saputo dalle autorità locali che lo hanno ammesso, che sono a conoscenza che quel materiale era infiammabile, non era ignifugo”, ha continuato Cornado, giunto al cimitero di Sion, dove erano in partenza verso l’Italia i feretri di cinque vittime italiane. 
“Quello che so è che se c’era un’uscita di sicurezza era mal segnalata. In mezzo a quel disastro non l’hanno neanche vista i ragazzi. – ha spiegato l’ambasciatore – Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia ma una tragedia evitabile. Sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso”.
I feretri di Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Emanuele Galleppini e Riccardo Minghetti, sono stati imbarcati all’aeroporto di Sion su un C-130 dell’Aeronautica dopo l’omaggio di un picchetto d’onore svizzero. Il volo di Stato è arrivato a Linate alle 11 e 50. Sofia Prosperi resterà in Svizzera dove mercoledì si svolgeranno le sue esequie a Lugano.
Ieri sera è terminata l’identificazione formale delle 40 vittime totali
Anche i funerali sono stati proposti alle famiglie a spese dello Stato. Intanto sta proseguendo anche oggi il trasferimento dei ragazzi feriti in Italia. Dal primo gennaio, all’ospedale Niguarda di Milano ne sono arrivati in tutto 11, di cui sette in gravi condizioni. Da Zurigo è stato portato Kean, sedicenne studentessa del liceo Virgilio di Milano, e ospite nella località svizzera nella casa di Francesca, anche lei ricoverata nel Centro Grandi ustioni dell’ospedale milanese.
In Svizzera restano gli ultimi tre ricoverati. Ieri sera è terminata l’identificazione formale delle 40 vittime totali. Hanno quindi un nome anche gli ultimi 16 corpi rimasti: sono tre giovani svizzere (due di 15 anni e una di 22), una ragazza con cittadinanza svizzera/francese di 24 anni, tre italiani (lui e lei di 16 anni e un ragazzo di 15), una portoghese di 22 anni, una belga di 17, sei francesi (una di 33 anni, una di 26, uno di 23, uno di 20, uno di 17, uno di 14) e un 15enne con nazionalità francese/israeliana/britannica.
Visualizza questo post su Instagram
“Ho continuato a parlare con i genitori dei ragazzi coinvolti. Ho dato loro il mio portatile. – ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani – Si è potuto solo consolarli. Perdere un figlio non è logico e ragionevole, è inconcepibile. Non ci sono parole che bastano. Ma far sapere che tutta l’Italia è vicina alle famiglie delle vittime, questo lo possiamo fare”. Tajani, sottolineando che non spetta a lui accertarlo, ha comunque osservato che “i proprietari sono già indagati. E mi sembra che le misure di sicurezza non fossero adeguate al numero di persone nel locale”.
Il Codacons depositerà nelle prossime ore un esposto alla Procura della Repubblica di Milano. L’associazione ha chiesto di valutare l’ipotesi di strage in relazione alla tragedia di Crans-Montana. Secondo le prime ricostruzioni e le notizie emerse nelle ultime ore, i proprietari del locale risulterebbero indagati per ipotesi di reato legato all’accaduto. Ma, alla luce degli elementi finora noti, eccessiva affluenza, assenza o inadeguatezza delle uscite di sicurezza, gravi criticità nelle vie di fuga e una gestione dell’emergenza del tutto insufficiente, il Codacons ritiene doveroso valutare fattispecie ben più gravi rispetto all’omicidio colposo.





