Partiti i saldi 2026 in Italia, ecco quali sono le regole del gioco: massima attenzione al prezzo pieno e ai fondi di magazzino

Sono partiti ieri, sabato 3 gennaio 2026, i saldi in Italia. Non si tratta di una data casuale, bensì un risultato degli indirizzi unitari delle Regioni. Parliamo di un meccanismo approvato nel 2011.

L’obiettivo degli indirizzi è stato quello di mettere ordine ad una situazione altamente frammentata. Come regola generale, i saldi invernali cominciano il primo giorno feriale che precede l’Epifania, ovvero il 6 gennaio di ogni anno. Se questo giorno cade di lunedì, l’inizio dei saldi viene anticipato al sabato. È quanto accaduto proprio nel 2026 appena iniziato.

Saldi 2026 in Italia
Partiti i saldi 2026 in Italia, ecco quali sono le regole del gioco: massima attenzione al prezzo pieno e ai fondi di magazzino (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, cade di martedì, dunque il primo giorno feriale precedente “utile” era sabato 3 gennaio. La regola vale “quasi” in tutta Italia. Uniche eccezioni sono quelle della Valle d’Aosta, una regione autonoma, che ha anticipato al 2 gennaio, dell’Alto Adige, dove vige un sistema a distretti (i saldi partiranno l’8 gennaio a Bolzano), e del Trentino, dove per i commercianti c’è una pressoché totale libertà.

Prima del 2011 ogni regione era libera di decidere date diverse per i saldi. Ciò significa che alcuni saldi partivano a dicembre, altri a metà gennaio. Ne scaturiva una sorta di concorrenza sleale tra territori confinanti, e molto caos per catene commerciali e consumatori. Nel 2011 il calendario è quindi stato uniformato, anche con l’obiettivo di tutelare i piccoli negozi da una concorrenza troppo aggressiva.

I saldi 2026 convengono davvero?

È bene precisare, infatti, che esistono dei veri e propri divieti di vendite promozionali prima dell’inizio dei saldi. In questo modo i commercianti non posso alzare i prezzi in maniera artificiale praticando poi dei finti sconti. In quasi tutte le regioni è vietato fare promozioni fino a 30 giorni prima dell’inizio dei saldi. In Abruzzo, Umbria e Sicilia c’è più libertà, ma anche obblighi stringenti per i prezzi di riferimento.

Nel 2026, però, l’inizio dei saldi coincide con un periodo di grande preoccupazione per i consumatori italiani. La principale questione è: convengono davvero alla luce dell’inflazione, dei salari bloccati, dei prezzi alti, delle percentuali poco incisive? Dipende.

Saldi 2026, attenzione al prezzo pieno
I saldi 2026 convengono davvero? (ANSA FOTO) – Notizie.com

Ma per tutelarsi i consumatori devono conoscere le “regole del gioco”. Prima di ogni altra cosa: per prezzo pieno si intende il più basso applicato dai negozianti nei 30 giorni precedenti ai saldi.

Ciò significa che il prezzo di partenza non può essere “inventato”. I prodotti in saldo devono essere stagionali, dunque niente fondi di magazzino né articoli introdotti ad hoc per i saldi. Le carte e i pagamenti elettronici devono essere sempre accettati, rifiutarli è una violazione. Infine, cambi e resi. Questi ultimi non sono obbligatori, a meno di difetti della merce. È necessario, perciò, chiedere sempre prima se è prevista tale opportunità.

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