No, non è un caso che proprio nel 2026 sono arrivati una serie di aumenti per l’economia dei cittadini e delle famiglie italiane. Non si tratta di una crisi improvvisa, ma l’emersione di scelte politiche rinviate negli anni precedenti.
Per comprendere il fenomeno basta partire dalla Legge di bilancio 2026, ovvero dalla cosiddetta manovra approvata dal Parlamento pochi giorni fa. Gli obiettivi del provvedimento sono sostanzialmente tre. Il primo è quello di fare cassa senza aumentare in maniera diretta Iva ed Irpef. Il secondo è allinearsi agli impegni europei in materia di conti pubblici, finanza e ambiente. 
Il terzo è colpire consumi considerati sensibili per gli italiani, tralasciando il reddito. Ciò ne deriva che, mettendo nel mirino energia, turismo, finanza, mobilità e tabacchi, è un aumento diffuso, anche se indiretto, che pesa sulle tasche della classe media e dei lavoratori. Prendiamo il caso dei carburanti. Il prezzo del gasolio godeva da molto tempo di un trattamento fiscale di favore, ma l’Europa da anni chiedeva un allineamento delle accise.
Un rialzo rimandato, ma programmato, che quest’anno ha provocato un’accisa di più 4,05 centesimi al litro. Nella vita reale ci sono perciò dal 1 gennaio 2026 più costi per il trasporto merci e per chi guida, in generale, mezzi diesel. E con il rialzo dei costi di trasporto, aumenterà di conseguenza tutto, dal cibo ai beni di consumo. Parzialmente differente il caso dei pedaggi autostradali, aumentati mediamente dell’1,5% per un adeguamento all’inflazione.
Aumenti: il sistema delle concessioni tarda nell’essere riformato
In questo discorso, però, rientrano le concessioni statali scadute o in attesa di rinnovo, e i costi di manutenzioni crescente. Il sistema delle concessioni tarda nell’essere riformato, e le gare vengono continuamente rinviate. Sui tabacchi e sulle sigarette elettroniche, invece, incide una decisione strategica del governo che da un lato aumenta il gettito nelle casse dello Stato, dall’altro abbraccia una politica sanitaria disincentivante.
Il risultato è che da pochi giorni i pacchetti di sigarette costano 15 centesimi in più, e arriveranno a 40 centesimi nel 2028. Da quest’anno aumentano anche le assicurazioni e le Rc auto. È infatti aumentata la tassazione sulle coperture accessorie, nel dettaglio del 12,5% su infortuni al conducente e assistenza. Dunque lo Stato tassa i settori che considera non essenziali, e le compagnie di conseguenza potrebbero scaricare i costi sui clienti. 
Infine, gli affitti brevi e i pacchi extra-Ue. Nel primo caso è entrata in vigore la cedolare secca del 21% solo sul primo immobile e del 26% dal secondo. L’obiettivo è combattere la speculazione e distinguere in maniera netta gli operatori professionali dai privati.
Per i pacchi che provengono dall’Asia, ad esempio, ci sono 2 euro in più per ogni collo dal valore di 149 euro. E l’effetto domino degli aumenti rinviati proseguirà ance nel 2027, quando sarà la volta della sugar tax e della plastic tax.





