Dopo le bombe, la tempesta Byron: a Gaza tende allagate, rifornimenti bloccati e infrastrutture distrutte. “Proteggiamo i bambini”

La tempesta Byron ha aggravato un’emergenza umanitaria già al limite. Migliaia di sfollati vivono in rifugi precari, senza materiali per proteggersi da piogge torrenziali e inondazioni.

Byron, una violenta tempesta che ha provocato inondazioni in Grecia e Cipro prima di raggiungere la Striscia di Gaza all’inizio di questa settimana, ha ora toccato terra.

La tempesta Byron si abbatte su Gaza
Dopo le bombe, la tempesta Byron: a Gaza tende allagate, rifornimenti bloccati e infrastrutture distrutte. “Proteggiamo i bambini” (OIM FOTO) – Notizie.com

Byron ha portato forti piogge che hanno già allagato diversi insediamenti di sfollati e messo a rischio quasi 795mila palestinesi. I dati provengono dal Site management cluster dei Territori palestinesi occupati (Opt), un gruppo di coordinamento umanitario che supporta le popolazioni sfollate. Si prevede che le piogge continueranno nelle prossime ore, mettendo ulteriormente a dura prova le condizioni delle famiglie che già vivono in rifugi insicuri.

I temporali hanno sommerso aree in cui anche precipitazioni moderate possono rapidamente diventare pericolose. Nonostante il cessate il fuoco, i palestinesi sfollati continuano a vivere in aree sovraffollate con scarsa protezione dall’innalzamento dei livelli delle acque. Dal cessate il fuoco del 10 ottobre, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha inviato oltre un milione di beni a Gaza, tra cui tende impermeabili, coperte termiche, materassini e teloni.

Pope (Oim): “Le famiglie stanno cercando di proteggere i propri figli”

Le forniture, però, non sono in grado di resistere alle inondazioni. Molti insediamenti di sfollati si trovano su terreni bassi e pieni di detriti, con un sistema di drenaggio e una gestione dei rifiuti inadeguati. Esponendo le famiglie a un rischio maggiore di epidemie e altri rischi per la salute pubblica con il diffondersi delle inondazioni.

Le persone a Gaza hanno vissuto perdite e paura per troppo tempo. – ha dichiarato Amy Pope, direttrice generale dell’Oim – Dopo che la tempesta si è abbattuta sulla terraferma, le famiglie stanno cercando di proteggere i propri figli con tutto ciò che hanno. Meritano più di questa incertezza. Meritano sicurezza. Un accesso immediato e senza ostacoli è essenziale. Affinché strumenti e rifornimenti possano raggiungere coloro che stanno facendo tutto il possibile per sopravvivere in queste condizioni estremamente difficili”.

Kit di attrezzi di base, sacchi di sabbia e pompe per l’acqua, così come materiali da costruzione come legname e compensato, sono ancora in ritardo a causa delle restrizioni di accesso. Comprese le limitazioni all’ingresso di materiali edili a Gaza. Materiali essenziali per riparare e rinforzare i rifugi contro le continue piogge e mitigare le inondazioni nei siti.

I palestinesi di Gaza sono confinati in meno del 50% della Striscia. Abbiamo assistito a diffuse inondazioni. E, con le infrastrutture già devastate, le piogge hanno causato gravi danni. – ha dichiarato Haitham Aqel, responsabile del team di emergenza e soccorso del Palestinian housing council, un’organizzazione umanitaria locale e partner dell’Oim – Abbiamo utilizzato sacchi di sabbia per creare un sistema di drenaggio. Ma le lenzuola e i materassi di molte persone sono stati danneggiati dall’acqua che è penetrata attraverso le. tende usurate“.

Il programma di monitoraggio dei bisogni e della popolazione dell’Oim ha identificato oltre 140mila persone colpite dalle piogge precedenti, che avevano già allagato 219 insediamenti di sfollati attivi.Stiamo facendo del nostro meglio, operando in oltre 120 insediamenti di sfollati tra Gaza City, Khan Younis e Deir Al Balah. Ma le necessità sono enormi. – ha concluso Aqel – Abbiamo urgente bisogno di macchinari pesanti per rimuovere le macerie, di più materiali per i rifugi. E di iniziare le operazioni di recupero affinché Gaza possa iniziare la ricostruzione“.

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