A Notizie.com spiega la situazione e la decisione presa, la professoressa, ordinario di Economia politica all’università Lumsa: “Per le famiglie e le imprese una boccata d’ossigeno”
La Banca Centrale Europea che decide di tagliare i tassi d’interesse ha dato una boccata d’ossigeno e un po’ più di speranza rispetto alla rigidità che si era imposta fino a qualche mese fa. Ora la situazione, grazie a questa decisione che non avveniva da cinque lunghi anni, cambia le cose e dà una svolta dal punto di vista economico e sociale, soprattutto. Almeno così la vedono tanti economisti che quasi brindano alla decisione di Chirstine Lagarde, presidente della Bce. “L’inflazione è sotto controllo, più a rischio è la ripresa, la crescita dell’economia, ma questa decisione era auspicabile ed era tanto attesa“, premette subito a Notizie.com Cristina Cosci la professoressa e ordinario Economia politica all’università Lumsa che riprende e osserva: “Forse ci si aspetterebbe una programmazione più precisa da parte della Bce, dicendo che ci sarebbe una progressiva discesa dei prezzi senza però dire con quanto tempo e modalità ci sia l’abbassamento dei tassi e che dovrebbe essere il primo di una serie”. 
La Lagarde ha fatto il suo lavoro, anche se la sua politica e il suo mandato sono più rigidi rispetto a quello che tanti economisti si aspettano e si attendono dalla Banca Centrale Europea, con la professoressa Cosci che sottolinea: “Da questo primo abbassamento ci sarà una riduzione dei mutui aumentati in maniera molto forte negli ultimi due anni, una cosa che ha messo in grande difficoltà tante famiglie. Diciamo che adesso c’è un miglioramento ma deve essere il primo di una lunga serie di abbassamenti, per le famiglie ma anche per le imprese“.
“Ma non è tutto rosa e fiori, bisogna che ci siano politiche adeguate per la crescita”

La professoressa Cosci della Lumsa non disdegna qualche piccola critica alle politiche della Bce, anche se a Notizie.com sottolinea il suo pensiero e l’approfondisce, tentando di guardare un po’ più in là: “E’ senza dubbio un punto di svolta che ci si aspettava, anche se la Banca Centrale Europea, e questa è una cosa particolare, ha il mandato di tenere l’inflazione al 2%, considerato che Lagarde risponde solo dell’inflazione, tanto che la Bce non ha mandato di sostenere la crescita. E questo è assai curioso per un’istituzione così importante. Da tener conto che quando si abbassano i tassi d’interesse, come in questo caso, le imprese pagano di meno e questo è un bene per gli investimenti, tanto che c’è un impulso per gli investimenti stessi da parte delle aziende. Ogni volta che si abbassano i tassi d’interesse, è innegabile che si sostiene la crescita oltre che sostenere le famiglie che hanno mutui variabili e che adesso avranno dei giovamenti.
Per la professoressa Cristina Cosci c’è da fare una cosa in più, da tener conto di una situazione: “Quello che più preoccupa è che l’aumento del Pil che stiamo avendo non venga adeguatamente aiutato e supportato da una politica di tassi troppo elevati, anche perché se c’è inflazione, devono calare anche i tassi d’interesse, anche per questo se dovessi dire quello che serviva, ovvero che la Bce attui e abbia una politica giusta, almeno in questo momento, per preservare e controllare adeguatamente”





