Armi Ucraina, Mikhelidze (IAI) a Notizie.com: “Parole di Stoltenberg decontestualizzate: polemica tutta italiana”

“La polemica tutta italiana sulle parole di Stoltenberg derivano dalla scarsa conoscenza dell’inglese, o forse dalla scarsa cultura di non verificare mai le fonti originali”. 

La nota politologa e giornalista Nona Mikhelidze dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) è perentoria: le parole del segretario della Nato sull’eventualità di riconsiderare le restrizioni dell’Ucraina sull’uso delle armi occidentali nel territorio russo, non erano riferite all’Europa. Nel suo discorso, Stoltenberg si riferiva agli Stati Uniti e valutava l’ipotesi che anche gli europei riconsiderassero la questione.

Armi Ucraina, Mikhelidze (IAI) a Notizie.com: "Parole di Stoltenberg decontestualizzate: polemica tutta italiana"
Armi Ucraina, Mikhelidze (IAI) a Notizie.com: “Parole di Stoltenberg decontestualizzate: polemica tutta italiana” (Ansa Foto) – notizie.com

Non so ieri quale fosse il problema dell’Italia, ma nell’intervista di Stoltenberg era molto chiaro. Gli altri media stranieri hanno riportato la notizia correttamente. La giornalista che faceva le domande parlava degli Usa”. 

Cosa pensa della situazione che si è creata? Medvedev ha risposto a Stoltenberg che se arrivassero le armi occidentali nel territorio russo scoppierebbe una guerra mondiale. E questo ha allarmato l’Italia.
Da Salvini a Tajani, passando per Meloni, nessuno ha ascoltato l’intervista originale di Stoltenberg. Tutti hanno commentato sulla base dei titoli riportati dai media italiani. Il segretario della Nato ha descritto la situazione sul fronte che resta difficile, anche perché per 6 mesi gli Usa hanno sospeso gli aiuti militari a causa del voto bloccato al Congresso. Gli europei non hanno mantenuto la promessa di inviare un milione in artiglieria e solo la Germania ha inviato i Patriots per la difesa antiaerea. Inoltre, la Russia ha deciso di condurre l’offensiva dal Nord e non più solo da Est e da Sud-Est, quindi campo di battaglia e i confini coincidono. Kharkiv e Sumi si trovano nelle immediate vicinanze al confine russo. Questo implica che possano piazzare l’artiglieria pesante appena oltre il confine e raggiungere le città ucraine. E l’Ucraina non può rispondere a causa delle restrizioni sulle armi occidentali. Descrivendo questo contesto, Stoltenberg, utilizzando periodi ipotetici, pensa di fare un appello agli alleati della Nato, innanzitutto di fare di più nella spedizione di armi mantenendo le promesse. Poi, di considerare se non sia il caso di rimuovere le restrizioni per rendere l’autodifesa ucraina più efficace. La giornalista che faceva le domande poi, si riferiva agli Usa”.

“Stoltenberg ha solo illustrato la situazione”

Si spieghi.
La giornalista più volte ha fatto riferimento nello specifico agli Stati Uniti. Il vero tema è cosa decidono gli americani, perché loro hanno inviato una quantità di armi imparagonabile all’Europa. Dal canto loro, gli europei possono prendere tranquillamente le loro decisioni. Stoltenberg ha solo illustrato la situazione e non dice mai cosa debbano fare gli alleati della Nato. Al massimo, ha chiesto loro di riflettere sulla questione. Non so ieri quale fosse il problema: forse è stata la scarsa conoscenza dell’inglese, oltre che la scarsa cultura di non verificare mai le fonti originali. Oppure, il complesso degli italiani di non essere considerati. In più, adesso è nota la notizia che gli Usa stanno riflettendo se permettere o meno all’Ucraina di usare le armi. Altri media stranieri hanno riportato correttamente la notizia”. 

Se gli Usa decidessero di rimuovere la restrizione all’Ucraina ci sarebbe un rischio escalation?
Non sarà questo che causerà un’escalation. Sarà l’ennesima linea rossa tracciata dalla Russia che eventualmente gli Usa supereranno. Ma gli Stati Uniti decidono sulle loro armi, non su quelle europee”.

Riggi esclusiva Nato
Stoltenberg, numero uno della Nato – Notizie.com – © Ansa

Medvedev ha parlato di guerra mondiale.
Dall’inizio della guerra, su ogni decisione dell’Occidente annunciano una linea rossa. Ne abbiamo superato altre e non è mai successo nulla. Nessuno può prevedere il futuro, ma sulla base del passato abbiamo ragione di credere che anche stavolta non succederà nulla. È l’ennesimo spauracchio del Cremlino”.

Quando c’entra la campagna elettorale per le europee nella polemica di ieri in Italia?
Secondo me è centrale. In tutta la campagna elettorale è stato sbagliato il modo in cui si è affrontato il tema. Questa guerra pone un’enorme sfida dal punto di vista della sicurezza europea e tutti i partiti – o quasi tutti – finora hanno parlato di Vannacci e uomini incinta, ma non di questo. Sembrava la campagna elettorale nazionale e non europea”.

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