Strage di Erba, il criminologo Lavorino: “Rosa e Olindo sono innocenti. Ecco perché”

Il criminologo Lavorino in esclusiva ai nostri microfoni sulla strage di Erba: “Rosa e Olindo sono innocenti. Sono rimasto deluso da alcune cose”.

La giornata di ieri, venerdì 1 marzo, poteva essere quella della riapertura del processo sulla strage di Erba. Ma la decisione riguardante il destino di Rosa e Olindo è stata rinviata al 16 aprile. Data che vedrà presente in tribunale anche Carmelo Lavorino, criminologo e Direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale) e noi lo abbiamo sentito in esclusiva.

Esclusiva Lavorino caso Rosa Olindo
Rosa e Olindo sperano in una revisione della sentenza – Notizie.com – © Ansa

Ritengo che esistano gli elementi oggettivi, scientifici, forensi, logici e investigativi per la riapertura del processo e per poi portare all’assoluzione dei due imputati – sottolinea ai nostri microfoni Lavorino – questo è l’aspetto principale. Poi sono molto deluso dall’atteggiamento e comportamento dell’avvocato dello Stato e del procuratore generale i quali hanno dato per scontato, senza alcun senso critico e valutazione oggettiva degli eventuali errori che sono stati commessi nella fase delle indagini preliminari e nel processo di primo grado, la colpevolezza di Rosa e Olindo e la perfezione dell’impianto accusatorio. Tutti ben sappiamo che c’è stata una campagna denigratoria e di accusa nei confronti di Olindo e Rosa e che tutti i poteri si sono schierati contro questi due soggetti, a prescindere dalla colpevolezza o innocenza“.

Lavorino: “Rosa e Olindo hanno subito pressioni molto forti”

Esclusiva Lavorino caso Rosa Olindo
Il pensiero di Lavorino sul caso Rosa e Olindo – Notizie.com – foto Facebook

Il criminologo Lavorino, inoltre, ritiene che “debba essere approfondita la questione della macchia di sangue evidenziata dal luminol sul battipiedi della vettura. Quindi stiamo parlando di un qualcosa di invisibile, di un rapporto invisibile e di un carabiniere invisibile che avrebbero fatto firmare “la prova forense”. E poi nulla quadra. E’ stato sbagliato da parte della difesa affidarsi ad una consulente che avrebbe detto di essere bravissima nella BBA, ovvero l’analisi delle macchie di sangue sulla scena del crimine, mentre non ha assolutamente queste competenze e questo neo si è visto“.

Sicuramente Rosa e Olindo hanno subìto delle pressioni psicologiche molto forti per confessare quello che in effetti non era accaduto. Poi all’inizio sono stati mal difesi. L’avvocato d’ufficio aveva interesse solo a spillare denaro e non all’esito finale del processo. Altro aspetto molto forte: la testimonianza di Frigerio. Appena parlò io dissi che questo aveva una pressione psicologica incredibile. Stanno usando e abusando del suo stato di debolezza. All’inizio non aveva riconosciuto e indicato Olindo, anzi, un soggetto completamente diverso, poi ha ceduto e si è fatto trascinare dalla cascata nel baratro. Quindi qui stiamo perdendo solo tempo e ci troviamo proprio nella situazione della colonna infame descrittaci e raccontataci da Alessandro Manzoni: caccia alle streghe e all’untore“, aggiunge l’esperto.

In conclusione per il criminologo “appare evidente dalla scena del crimine, dal modus operandi e dalle ferite inferte alle vittime che si tratti di omicidio eseguito da un gruppo di soggetti malavitosi dell’ambito della droga, abituati alla violenza e a scannare le vittime (traccia psicologica, comportamentale, esecutiva e criminale). Questo porta proprio fuori dal mirino investigativo e giudiziario Rosa e Olindo“.

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