Congresso Forza Italia, Nevi a Notizie.com: “Contarsi? Certamente non sarà una resa dei conti: c’è armonia”

Il congresso sarà un momento di confronto sulla linea politica dei prossimi anni. Contarsi? Non è una brutta parola: certamente non sarà una resa dei conti. C’è grande armonia”.

Si avvicina il momento decisivo per Forza Italia per tagliare definitivamente col passato e cominciare un nuovo percorso, tenendo comunque ben in mente l’ispirazione del fondatore Silvio Berlusconi.

Congresso Forza Italia, Nevi a Notizie.com: "Contarsi? Certamente non è una resa dei conti: c'è armonia"
Congresso Forza Italia, Nevi a Notizie.com: “Contarsi? Certamente non è una resa dei conti: c’è armonia” (Ansa Foto) – notizie.com

Il 23 e il 24 febbraio gli azzurri saranno chiamati a eleggere il nuovo segretario e la dirigenza del partito. Sarà un congresso che “prepara il domani di Forza Italia”, come ha dichiarato Antonio Tajani in conferenza stampa alla Camera. All’assise non parteciperanno la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini, entrambi impegnati. I leader di Fratelli d’Italia e Lega manderanno una delegazione al loro posto.

La storia è già scritta, come dice ai microfoni di Notizie.com Raffaele Nevi, vice-capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera: “Domani sarà l’ultimo giorno per presentare le candidature, mi pare che si vada nella direzione di un solo candidato, Antonio Tajani. Sarà in grado di assicurare una transizione adeguata dopo la morte di Silvio Berlusconi. È riuscito a tenere unito il partito, che anzi sta crescendo. Penso che abbia le carte in regola per fare il segretario di Forza Italia per i prossimi tre anni, il congresso non avrà dubbi”. 

Onorevole, da più parti è stato detto che Forza Italia sta crescendo contro ogni pronostico. È d’accordo?
Ciclicamente, da 20-30 anni, ci danno per finiti. Secondo me porta bene: ogni volta che lo dicono, riemergiamo. Ed è successo anche stavolta”.

Raffaele Nevi, Antonio Tajani
Raffaele Nevi, Antonio Tajani (Ansa Foto) – notizie.com

Che congresso sarà?
Ci stiamo lavorando da tempo, anche con una grandissima attenzione ai contenuti programmatici. Vogliamo che sia un momento di confronto nel merito della linea politica dei prossimi anni. Ci saranno oltre mille delegati da tutta Italia e sarà un momento importante, durante il quale ribadiremo la volontà di rappresentare l’area liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista che pensiamo possa avere uno spazio importante tra Meloni e Schlein, rappresentato da un bacino importante e significativo di persone che hanno valori comuni”.

C’è chi dice che l’assise sarà l’occasione per contarvi.
Porteremo progettualità programmatiche sulle quali si voterà. Il congresso è uno strumento democratico. Contarsi non è una brutta parola: certamente non sarà una resa dei conti. Anzi, c’è una grande armonia, volontà di andare avanti per portare idee, valori e progetti di Silvio Berlusconi. Il clima è buono, anche trasportato dal fatto che i sondaggi stanno andando bene. Siamo in crescita e i nuovi iscritti sono più di 108mila”.

Parlerete anche del programma della campagna elettorale?
Come nel 1994, pensiamo ancora che l’Italia abbia bisogno di una ricetta liberale. Crediamo in un Paese con meno tasse e burocrazia, attenzione allo sviluppo economico, infrastrutturale. Pensiamo che ci sia bisogno di una profonda riforma della giustizia penale e civile. Inoltre c’è il tema dell’aggancio internazionale: siamo da sempre una forza europeista, ma non euro-appiattita”.

Raffaele Nevi
Raffaele Nevi (Ansa Foto) – notizie.com

Euro-appiattita, dice?
Siamo per cambiare l’Europa da dentro, ma pensiamo che essa sia fondamentale per lo sviluppo del continente e del nostro Paese. È l’unica possibilità che abbiamo per affrontare temi grandi come il commercio mondiale, l’immigrazione, la messa in sicurezza del sistema infrastrutturale, la difesa comune. Non a caso Tajani si è molto impegnato per la missione nel Mar Rosso. Al tempo stesso vogliamo costruire una classe dirigente sempre più radicata sul territorio, per stare attenti alle istanze che arrivano dai piccoli Comuni, dai territori interni del Paese, da chi produce, come gli agricoltori. E pensiamo anche al turismo. Su tutte queste cose ci siamo confrontati in questi mesi e abbiamo costruito una piattaforma programmatica importante”.

Se il centrodestra dovesse vincere le europee, come immaginate la coalizione? Ci saranno o no Lega e Marine Le Pen?
La politica in Europa non funziona secondo gli schemi italiani. Lì le alleanze si fanno sulla base di programmi e progetti chiari. Le famiglie politiche sono diverse. Per quanto riguarda il Ppe, stiamo lavorando affinché diventi un partito sempre più sensibile ai temi dello sviluppo, della crescita, delle migrazioni, della difesa comune. L’asse dei popolari europei si è molto spostato verso il centrodestra anche grazie al lavoro fatto negli anni da Tajani e Berlusconi. Con l’Ecr, i conservatori di Giorgia Meloni, abbiamo già collaborato. Identità e democrazia invece, è una famiglia politica diversa, che teorizza una minore integrazione europea: è chiaro che ci sono differenze incolmabili se vengono messe in discussione Nato, la partecipazione dell’Europa alla coalizione pro-Ucraina, e alcune prerogative europee”.

Ultimamente Marine Le Pen ha fatto un passo indietro sull’Ucraina.
Se Marine Le Pen cambia idea e i programmi di Identità e democrazia, se ne discuterà. Ma servono i fatti. Come ho detto, gli accordi di fanno su base programmatica. Intanto noi diciamo che per fare in modo che la sinistra conti sempre meno in Europa, bisogna votare il Ppe”.

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