Gasparri: “Soldi certi agli editori di giornali, radio e tv sennò Tik-tok stravince…””

Il senatore di Forza Italia porta avanti una battaglia da anni contro lo strapotere dei colossi del web e del loro regime fiscale

Una battaglia senza esclusioni di colpi. Avanti a decreti e leggi per far rispettare le regole che in questi ultimi anno non è che siano state così rispettate. E’ un problema di cui si parla da anni, sostiene il senatore e presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri e più dettagliatamente una guerra che lo stesso politico porta avanti contro i gigante della rete web. Aziende importante, vedi Google ma anche Facebook o Yahoo che per anni non hanno pagato quanto dovevano al Fisco, ma non solo in Italia, bensì in Europa. E oltre a questo, secondo Gasparri fanno anche altro come “appropriarsi dei contenuti realizzati dai nostri giornali e dalle televisioni”.

Il senatore
Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri (Ansa Notizie.com)

Grosse aziende che prendono contenuti e non restituiscono quanto basta e quanto dovrebbero. E così mentre si decidono e si pensa a cosa fare, Gasparri propone e porta avanti una sua idea, almeno per quel che riguarda la carta stampata, ovvero che conservi “l’entrata economica che deriva dalla pubblicazione dei bandi delle gare dello Stato e degli enti locali“. E nel modo in cui suggerisce Gasparri, ovvero che i soldi che i colossi del web non hanno mai pagato o in minima parte al Fisco, vengano in qualche modo “redistribuiti ai giornali“. Potrebbe essere una soluzione, anche se i giornali, almeno, hanno già un’entrata sicura ogni anno col finanziamento pubblico, ma questo, forse, Gasparri non lo ricorda o lo sa bene e lo ignora.

“Sogno un paese dove non decidono Tik-Tok e Youtube”

La provocazione
Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri (Ansa Notizie.com)

Per Maurizio Gasparri una parte della cosiddetta Global Minimum Tax italiana, che secondo la legge di Stabilità, nel primo anno di attuazione dovrebbe arrivare a circa 393 milioni di euro, potrebbe essere girata in parte, con una percentuale da stabilire ai vari editori nazionali di tv, radio, giornali. Per il senatore di Forza Italia sarebbe un atto “doveroso“.

Bisogna solo vedere cosa ne pensa l’Europa e anche il Garante AgCom che dovrebbero riconoscere e agire in questo senso, dando una sorta di “equo compenso” che arrivi attivamente e direttamente dai colossi della Rete, anche perché spesso diffondono materiale che è di proprietà dei giornali e delle radio.Tutto era nelle mani del Tar che ancora non ha deciso e si attende, anche perché ha chiesto parere alla Corte Europea. Gasparri spera che tutto vada in un’unica direzione e sia quella giusta anche perché secondo lui si sta parlando di Davide contro Golia e anche perché, dice il senatore al quotidiano La Repubblica: “Sogno un Paese dove abbiano ancora diritto di cittadinanza i nostri giornali, e non solo TikTok o YouTube“.

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