Premierato, il costituzionalista a Notizie.com: “Ci sarà un Parlamento con servi obbedienti al capo del governo”

Negli ultimi giorni, il ddl sul premierato è rimasto fermo in Commissione affari costituzionali in Senato sul voto di fiducia, le dimissioni del premier eletto e un eventuale ritorno al voto. 

Lega e Fratelli d’Italia hanno raggiunto un accordo che attende l’ok dei leader e potrebbe arrivare al ritorno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni da Tokyo. La proposta prevede che laddove venga approvata una mozione di sfiducia motivata, il premier dovrà dimettersi e si dovrà votare. Al contrario, quando la maggioranza viene meno per il voto contrario a un decreto su cui il governo ha apposto la fiducia, le dimissioni non saranno automatiche.

Premierato, il costituzionalista a Notizie.com: "Ci sarà un Parlamento con servi obbedienti al capo del governo"
Premierato, il costituzionalista a Notizie.com: “Ci sarà un Parlamento con servi obbedienti al capo del governo” (Ansa Foto) – notizie.com

In questo secondo caso il Parlamento dovrà votare una nuova mozione di fiducia. E se non viene confermata, il presidente della Repubblica interverrà proponendo al premier due alternative: incaricare un altro presidente del Consiglio, oppure il ritorno al voto (dunque le dimissioni).

In questo modo si fa una distinzione tra il caso in cui la maggioranza venga meno perché ministri o parlamentari sono assenti e quello in cui il premier e il governo non abbiano più la fiducia.

Tutto dipenderà da come verrà scritta questa proposta. La Lega voleva il primo ministro “di scorta”, Fratelli d’Italia no. Pare che l’accordo sia sulla possibilità di sostituire il premier solo in casi eccezionali”. Lo spiega ai nostri microfoni il costituzionalista Massimo Villone, che ritiene pericolosa la sostituzione del primo ministro: “Questa ipotesi resta solo in casi eccezionali, alla fine ha vinto la Lega. C’è il rischio che qualcuno tenti di “cuocere” il primo ministro eletto fino a spingerlo alle dimissioni”. 

Massimo Villone
Massimo Villone Ansa Foto – notizie.com

Professore, cosa non funziona, secondo lei, sul ddl premierato?
Quello che sembra certo è che toglieranno il premio di maggioranza al 55% dopo una sorta di sollevazione popolare. Non possono togliere però, l’elezione diretta del premier che trascina la sua maggioranza. Ciò implica che ci sia un voto sul “capo”, cioè il premier, e per gli anni successivi tutti si intrupperanno dietro di lui. Questa è la negazione del principio della rappresentatività. Perché significa che il premier ha dietro di sé una truppa obbediente: il capovolgimento della Costituzione vigente, che invece è fondata sul principio della rappresentanza politica”.

La “truppa” di cui parla è il Parlamento?
Guardi, i passatisti non sono quelli che preferiscono lo schema della rappresentanza politica e una sede in cui vengano rappresentati interessi differenziati. I passatisti sono quelli che vogliono un uomo solo al comando. E sono vecchi”.

Si spieghi…
Non c’è alcuna battaglia di “chiese” da fare. Il problema è che il premierato non funziona nelle società odierne, perché sono frammentate. Non c’è possibilità che il capo eletto riassuma in sé tutta la rappresentanza del popolo: sarà sempre la rappresentanza di chi l’ha votato e basta. Questo è il punto debole degli schemi presidenzialistici di oggi, in generale: sta succedendo anche negli Usa, in Francia e per certi versi anche in Gran Bretagna. Gli schemi di investitura diretta stanno mostrando tutti i loro limiti, perché le società di oggi sono un’altra cosa. Sono allergiche a questo tipo di impianto istituzionale. La rappresentanza è migliore, perché crea un luogo di mediazione, senza andare allo scontro muro contro muro. Nessuno qui sta demonizzando la destra, ma la destra sta sbagliando”.

Mattarella ricorda l'anniversario numero 227 della Costituzione
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, foto Ansa

Qual è la soluzione secondo lei?
Una buona legge elettorale, una sui partiti politici e un’effettiva rivitalizzazione del Parlamento, che con il premierato pare che voglia condannarsi al suicidio quasi assistito”.

Professore, cosa pensa del ruolo del Capo dello Stato nel ddl premierato?
Come si fa a non toccare i poteri del presidente della Repubblica? Consolidando oltremisura la posizione del premier, le funzioni del Capo dello Stato resteranno “notarili”, di presa d’atto”.

Quindi in sostanza secondo lei ci sarà un Parlamento delegittimato e un Capo dello Stato “depotenziato”.
Non ci saranno più momenti di mediazione, ma di rigidità. Andremo verso un sistema totalmente ingessato. Per qualcuno questo è meglio, ma per me è un errore. Le società di oggi richiedono flessibilità a causa della loro frammentazione. I problemi vanno risolti facendo mediazioni e raggiungendo sintesi. Il Parlamento sarebbe popolato di servi obbedienti al capo del governo, come già accade nelle Regioni e nei Comuni. Con conseguenza la morte dell’assemblea elettiva. Il Capo dello Stato invece, non può più contribuire a risolvere eventuali crisi”.

Gestione cookie