Raid americani in Iraq e Siria, Natalizia: “Per Biden era stata superata la linea rossa”

Gabriele Natalizia in esclusiva ai nostri microfoni: “Il messaggio che gli Stati Uniti hanno voluto mandare con questo raid è molto chiaro”.

E’ alta la tensione tra gli Stati Uniti e il Medio Oriente. Nelle scorse ore ci sono stati raid americani in Siria e Iraq in risposta all’attacco alla base americana che ha provocato la morte di tre soldati americani. Noi abbiamo analizzato tutto questo con Gabriele Natalizia, professore di Relazioni internazionali all’Università Sapienza di Roma e coordinatore del Centro Studi Geopolitica.info.

Esclusiva natalizia raid americani in Iraq e Siria
Gabriele Natalizia in esclusiva ai nostri microfoni – Notizie.com

Gabriele Natalizia, cosa sta succedendo tra Stati Uniti, Siria e Iraq?

Sono raid in risposta sia agli attacchi alle navi commerciali battenti bandiera occidentale nel Mar Arabico che a quello alla base americana al confine tra Siria e Giordana. In particolare quest’ultimo ha provocato la morte di tre soldati americani e, quindi, per la Casa Bianca è stata superata la linea rossa. Così l’amministrazione Biden si è trovata davanti ad un bivio: alzare il livello dello scontro oppure evitare una escalation con il rischio di subire attacchi più forti. Alla fine si è deciso di optare per una soluzione intermedia: attaccare gli obiettivi legati alla resistenza islamica irachena. Gli americani credono che dietro ci sia una regia iraniana, ma iniziano a sospettare che anche altro visto che gli Houti hanno detto che colpiranno le navi cargo occidentali e non russe o cinesi“.

Cosa potrà accadere nei prossimi giorni?

Diciamo che gli americani avevano bisogno di far vedere di essere in grado di reagire se colpiti. Il messaggio di questi raid è molto chiaro: siamo pronti a rispondere se veniamo attaccati“.

La tensione tra Stati Uniti e Medio Oriente sembra essere tornata alle stelle. C’è il rischio di nuovi attentati in Europa?

Non possiamo dare la certezza assoluta, ma la possibilità c’è. Stiamo parlando di organizzazioni che hanno ramificazioni europee e, in caso di escalation, possono attivare cellule che ora sono dormienti“.

Situazione che rischia di avere degli effetti anche sulle prossime elezioni americane.

Certo. I candidati che vincono le elezioni americane promettono sempre meno impegno verso la politica estera. Ma per Biden c’è anche un altro problema: non è riuscito a portare a casa almeno dei successi. Tutti i presidenti americani in passato sono riusciti a farlo. Lui aveva la possibilità di far firmare l’accordo storico tra Israele e Arabia Saudita, ma l’attacco del 7 ottobre ha fatto saltare tutto“.

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