Bernardini al premier Meloni: “Ecco perché sto facendo lo sciopero della fame”

Rita Bernardini in un’intervista a ‘L’Unità’ spiega il perché dello sciopero della fame e fa un appello importante al premier Meloni. Le sue parole.

Nuova protesta forte da parte di Rita Bernardini. Il presidente di Nessuno Tocchi Caino ha iniziato un lungo sciopero della fame per mandare un chiaro messaggio al premier Meloni. E il tema viene affrontato in prima persona dalla diretta interessata in una lunga intervista ai microfoni de L’Unità.

Intervista L'Unità Bernardini
Rita Bernardini e l’appello a Giorgia Meloni – Notizie.com – © Ansa

In particolare, Rita Bernardini in questa intervista si sofferma sul perché dello sciopero della fame e ribadisce l’appello al presidente del Consiglio sulle carceri. Vedremo se il premier accoglierà quanto chiesto dall’attivista.

Il motivo dello sciopero della fame

Intervista L'Unità Bernardini
Rita Bernardini spiega il perché dello sciopero della fame – Notizie.com – © Ansa

Sono dieci giorni di sciopero della fame da parte di Rita Bernardini e il presidente di Nessuno Tocchi Caino non ha nessuna intenzione di fermarsi. E in questa intervista spiega i motivi di una protesta sicuramente molto dura e che fa rumore: “In Italia abbiamo oltre 100 carceri con un sovraffollamento superiore del 150%. Questo significa che alcuni addirittura superano il 200%”.

Dati che confermano una situazione molto complicata e che sta portando la Bernardini a chiedere al premier Meloni una soluzioni in tempi brevi. Per la presidente di Nessuno Tocchi Caino l’ultimo modo per arrivare ad un risultato positivo è che il primo ministro vada proprio nelle strutture penitenziarie per vedere meglio il quadro drammatico con i suoi occhi. E, fin quando questo non succederà, la Bernardini proseguirà il suo sciopero della fame, che ormai va avanti da oltre una settimana.

L’obiettivo della Bernardini

Intervista L'Unità Bernardini
L’obiettivo della Bernardini – Notizie.com – © Ansa

La Bernardini sottolinea che non si è posta nessun limite per questo sciopero della fame. E, quindi, la protesta potrebbe andare avanti almeno fino a quando non sono stati raggiunti gli obiettivi. Quali? “Vogliamo ridurre la pressione delle pressione dei detenuti in carcere e migliorare le condizioni di detenzione – ha spiegato il presidente di Nessuno Tocchi Caino – con questi numeri stiamo arrivando ai livelli del 2013 quando siamo stati condannati dalla Cedu“.

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