Pichetto Fratin rilancia: “Presto comunità energetiche autonome”

Il ministro dell’Ambiente e della comunità Energetica spiega il piano del Governo sui prossimi passi che portano alle rinnovabili

Un passo in avanti e nessuno indietro. Anzi chi va nella direzione opposto non viene proprio considerato. Questa è la filosofia del ministro dell’Ambiente e della Comunità Energetica Pichetto Fratin che prepara un ampio progetto di investimenti e di rilancio per il nostro paese dal punto di vista energetico, e non potrebbe essere altrimenti con i fondi del Pnrr che sono quasi destinati apposta, ma anche per la pressione da parte della Ue e dell’intero mondo scientifico e ambientale, soprattutto per quel che riguarda le fonti di energia rinnovabile.

Il piano
Il ministro dell’Ambiente e della Comunità Energetica Pichetto Fratin (Ansa Notizie.com)

Un vantaggio enorme per tante famiglie e anche per le aziende. Il decreto è pronto e secondo il ministro potrà assicurare un bel vantaggio per le “famiglie, persone fisiche e piccole e medie imprese che si mettono insieme per produrre e consumare la propria energia da fonti rinnovabili”. Una novità di cui si è sentito parlare da tempo, ma che è ancora in una specie di fase embrionale, almeno così si pensava. Non per il Ministro Pichetto Fratin che spinge tanto e non vede l’ora di veder sorgere delle vere e proprie comunità energetiche autonome che producono  e condividono energia.

Pichetto Fratin: 20.000 comunità energetiche

L'energia
Il primo stabilimento di energia rinnovabile (Ansa Notizie.com)

Il sogno è quello di veder prosperare diversi paesi e città che, a poco a poco, diventino indipendenti dal punto di vista energetico, per una questione di costi e anche per una questione ambientale. La massima aspirazione per un ministro che lavora solo in questa direzione e con una verve che non ha eguali, almeno per il lavoro che sta portando avanti da mesi, proprio su questo argomento in particolare.

Chi riuscirà nell’intento avrà parecchie agevolazioni dal punto di vista economico e in più potrà anche produrre energia e condividerla, tanto che sono previste delle tariffe sull’energia prodotta e condivisa dai membri della stessa comunità. Non solo. A tutto questo, qualora funzionerà, verrà aggiunto “un contributo a fondo perduto, fino al 40% degli investimenti sostenuti, se si tratta di un comune con meno di 5 mila abitanti“. Veramente niente male, anche perché i soldi per questi progetti non mancano, visto che sono previsti stanziamenti di 5,7 miliardi, con 2,2 che arriveranno direttamente dal Pnrr. Secondo il  ministro dell’Ambiente potrebbero sorgere anche fino a 20.000 comunità energetiche e sarebbe un passo enorme per l’Italia che, tra i paesi europei, sarebbe il primo se riuscisse a portare avanti tutto in poco tempo.

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