Mollicone: “Blitz al teatro di Roma? Ma per favore, è alternanza”

Il presidente della Commissione Cultura alla Camera parla a La Stampa e non è tenero con gli avversari: “La sinistra deve ancora elaborare il lutto delle elezioni e si inventa situazioni che non esistono”

A sinistra non hanno ancora elaborato il lutto della sconfitta“. Diretto, chiaro e perentorio. E’ l’opinione di Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, uno a cui non gli si può dire che si nasconde dietro a un dito anzi che fa le cose alla luce del sole e non ha problemi a parlare e dire le cose come stanno. Da sinistra viene accusato di essere stato colui che ha avviato la cosiddetta “presa del Teatro di Roma” che diverse polemiche sta creando. Ma è lo stesso Mollicone che al quotidiano La Stampa racconta un’altra storia e la sua versione: “Per anni hanno gestito tutte le istituzioni culturali, una mattina si sono svegliati e hanno scoperto che gli italiani hanno votato un altro governo. Questo, a cascata, genera nuove governance, nel rispetto della legge“.

Il presidente
Il presidente della Commissione Cultura della Camera Mollicone (Ansa Notizie.com)

Dietro ci sarebbe tutta un’altra storia, rispetto a quello che viene raccontato anche da artisti che hanno firmato e fatto girare una lettera per protestare contro la nomina del regista Luca De Fusco  che è di fatto il nuovo direttore del Teatro di Roma. Tutto è stato deciso da un cda convocato contro la volontà del presidente Francesco Siciliano e in assenza del delegato del Comune. E’ da qui che è nato il pastrocchio, ma Mollicone dà un’altra versione: “Ma quale blitz? C’era l’urgenza di intervenire. Il Teatro è in esercizio provvisorio di bilancio, siamo a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione della stagione, rischia di perdere i fondi del ministero della Cultura e di andare in deficit. Il cda si è tenuto regolarmente, l’hanno certificato gli organi di vigilanza presenti, che hanno firmato il verbale. C’era una maggioranza numerica incontestabile con i voti del ministero della Cultura e della Regione Lazio“.

“Se non si agiva, il Teatro avrebbe perso i fondi del ministero e poi che succedeva?”

La coppia
Il presidente della Commissione Cultura alla Camera Mollicone e il Ministro della Cultura Sangiuliano (Ansa Notizie.com)

Una mossa che ha fatto infuriare la sinistra, anche perché, in questo modo, si è evitato un percorso condiviso, ma è qui che Mollicone si arrabbia: “Abbiamo sempre chiesto un percorso condiviso, ma in queste settimane il presidente Siciliano ha continuato a rinviare il cda come se fosse il proprietario del Teatro di Roma, questo sì un modo di agire scorretto dal punto di vista formale“.

E Mollicone non si ferma e attacca anche chi parla di un “atto di arroganza” e su questo non ci sta: “Loro non c’erano perché hanno deciso di far saltare il tavolo. Si erano autoconvinti che il direttore sarebbe stato Onofrio Cutaia, mentre De Fusco avrebbe fatto solo il consulente artistico. Noi abbiamo sempre detto il contrario“. In ballo c’è anche il compenso dell’attuale direttore De Fusco, 150 mila euro: “Basta andare sul sito del Teatro di Roma e scaricare la delibera di ingaggio del precedente direttore Antonio Calbi. La sua retribuzione era di 150 mila euro. Anche perché i ruoli sono due: direttore-manager e direttore artistico“.

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