Influencer, Lavenia (Di.Te) a Notizie.com: “Stretta Agcom porterà alla loro demistificazione”

Le nuove normative sono un’incarnazione delle tensioni esistenziali del nostro tempo digitale”.

In esclusiva a Notizie.com, Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Di.Te, commenta la stretta dell’Agcom sugli influencer sulla trasparenza e la pubblicità dei messaggi sui social.

Le nuove regole prevedono multe fino a 600mila euro per i vip dei social con minimo un milione di euro che non rispetteranno le disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi.

Giuseppe Lavenia, presidente Associazione Di.Te
Giuseppe Lavenia, presidente Associazione Di.Te (Ansa Foto) – notizie.com

Dottor Lavenia, cosa pensa delle linee guida dell’Agcom?
Le nuove normative sono un’incarnazione delle tensioni esistenziali del nostro tempo digitale. Non si limitano a stabilire semplici regole, ma sono l’espressione di una coscienza collettiva che si interroga sulla natura della realtà virtuale. Queste regole, più che imporre limiti, cercano di svelare le dinamiche occulte di potere e manipolazione che si annidano nel marketing digitale. La loro rilevanza va ben oltre la regolamentazione: mirano a una trasparenza che è quasi un imperativo etico, in particolare per proteggere i più vulnerabili, i minori, dalle insidie di un consumismo sempre più subdolo, che rischia di colonizzare la psiche umana con conseguenze ancora insondabili“.

La stretta dell’Agcom è arrivata durante la bufera sul pandoro che ha travolto Chiara Ferragni, ma è solo un caso, visto che le consultazioni erano cominciate a luglio. Cosa cambierà da ora in poi?
⁠”L’adozione di queste linee guida non è solo un cambio di paradigma, ma un vero e proprio salto ontologico nella storia della cultura digitale. Passiamo da un ethos di libera espressione, spesso caotica e non regolamentata, a un ordine che introduce un principio di responsabilità e veridicità nel cyberspazio. Questo cambiamento potrebbe rivelarsi una svolta epocale, in cui la relazione tra realtà e rappresentazione, tra aziende, influencer e consumatori, si trasforma in un dialogo più autentico e critico. Questa evoluzione può stimolare una nuova consapevolezza tra i consumatori, inducendoli a una riflessione più profonda sull’essenza e l’intento dei messaggi che ricevono“.

L'influencer
L’imprenditrice e influencer Chiara Ferragni (Ansa Notizie.com)

In generale, che idea si è fatto della vicenda Ferragni, indagata per truffa aggravata?
“⁠Il caso Ferragni può essere interpretato come un sintomo di una malattia più ampia che affligge la nostra società digitale: la difficoltà di distinguere tra immagine e realtà, tra autenticità e costruzione. La necessità di una regolamentazione più rigorosa emerge non solo come risposta a un singolo episodio, ma come una presa di coscienza collettiva dell’urgenza di navigare il mare digitale con una bussola etica più affidabile. La reazione del pubblico a questo caso rivela una crescente sete di verità e integrità, una sfida alla tendenza di lasciarsi sedurre dalle apparenze“.

Secondo lei dopo il caso Ferragni, cambierà il modo in cui gli influencer verranno percepiti?
Le nuove regole potrebbero provocare una radicale “demistificazione” degli influencer. Non saranno più semplici figure mitiche, ma esseri umani con responsabilità etiche e sociali. Questo processo potrebbe ridurre il loro potere di influenzare in modo indiscriminato e superficiale, spostando il baricentro verso una relazione più equa e consapevole tra influencer e follower. Queste normative potrebbero essere un catalizzatore per un cambio culturale, non solo modificando il comportamento degli influencer, ma anche influenzando la cultura digitale nel suo complesso, orientando verso un ambiente online che valorizza l’autenticità, la responsabilità e la consapevolezza critica“.

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