Elezioni Sardegna, Lupi: “Bisogna ascoltare i territori”

Nel corso di una intervista che ha rilasciato al ‘Corriere della Sera’ è intervenuto Maurizio Lupi: quest’ultimo si è soffermato sulle imminenti elezioni che si svolgeranno in Sardegna 

Uno degli argomenti più caldi di questo inizio del 2024 non può che essere quello relativo alla scelta del candidato per le imminenti elezioni regionali che si terranno in Sardegna. Su questo importante tema è intervenuto anche Maurizio Lupi. Il numero uno del partito “Noi con l’Italia” ha cercato di fare chiarezza e lo ha fatto ai microfoni del quotidiano “Corriere della Sera“.

Intervista al 'Corriere della Sera'
Il leader di ‘Noi con l’Italia’, Maurizio Lupi (Ansa Foto) Notizie.com

L’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha cercato una “sua” soluzione per rimediare alle ultime polemiche di questi giorni. Queste sono alcune delle sue parole a riguardo: “Se dai territori arrivano indicazioni chiare, dobbiamo rispettarle. Il criterio che ci siamo dati è di ricandidare gli uscenti ma anche di ascoltare il territorio“.

Sull’attuale presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha precisato: “Sicuramente ha fatto bene, ma se si chiede dal basso di presentare una candidatura che valorizzi ancor più la coalizione, lo trovo legittimo. È successo già in regioni importanti come la Sicilia, o in Molise“.

Elezioni Sardegna, Lupi: “In questo momento cosa importante è essere uniti”

Poi l’aneddoto su Nello Musumeci, ex governatore della Sicilia ed adesso ministro per la Protezione Civile: “Ricordo la sua figura come quella di un presidente autorevole, infatti oggi è ministro. Ma si decise di ampliare ancor più la potenzialità della coalizione, e Fratelli d’Italia fece un passo indietro con generosità. Trovo comprensibile che oggi il partito di Meloni possa chiedere di candidare non l’ultimo arrivato, ma un suo esponente di valore come l’attuale sindaco di Cagliari“.

Intervista al 'Corriere della Sera'
Il leader di ‘Noi con l’Italia’, Maurizio Lupi (Ansa Foto) Notizie.com

In conclusione ci ha tenuto a ribadire: “Il primo criterio non è il rapporto di forza, ma la qualità del candidato. Non c’è dubbio che oggi il centrodestra abbia una guida forte come quella di Giorgia Meloni, e sia con il 27 o 28 o 29% sicuramente il primo partito della coalizione. È un elemento che c’è ed esiste.

Anche perché la stessa premier, in passato, si è dimostrata generosa. Lo stesso può fare la Lega, sono convinto che lo faranno. Che ci sia disponibilità a dare spazio in regioni importanti al primo partito della coalizione mi sembra corretto, ma ne parleremo più avanti. Adesso quel che conta è restare uniti“.

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