Strage di Erba, la Corte d’Appello dà il via libera: si rifà il processo a Olindo e Rosa

I legali dei due imputati avevano chiesto a ottobre del 2023 di rivedere la sentenza perché ritenevano di avere argomenti giusti per il proscioglimento

Clamoroso. La Corte d’Appello di Brescia riapre il processo sula Strage di Erba. I giudici della Corte hanno trasmesso “un decreto di citazione a giudizio nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi per quella che è a tutti gli effetti la prima udienza del processo di revisione sulla strage di Erba. I due coniugi, condannati in via definitiva all’ergastolo a dicembre del 2006 per l’uccisione di quattro persone e avendone ferita una in modo grave, ora rivedono qualche speranza di poter ambire addirittura ad una assoluzione. L’udienza è fissata per il primo marzo.

Gli imputati
Olindo Romano e Rosa Bazzi -condannati nel 2006 per l’uccisione di quattro persone e averne ferita una in modo grave a Erba (Ansa Notizie.com)

Da non dimenticare che gli avvocati Fabio Schenbri e Luisa Bordeaux che non hanno mai smesso di lottare e cercare documenti, avevano presentato a ottobre del 2023 un’istanza per chiedere un nuovo processo, depositando elemento nuovi che, evidentemente, sono stati ritenuti affidabili dalla Corte d’Appello di Brescia.

“Professionalmente sono molto felice, possono essere assolti”

Il giudice
il procuratore generale Tarfusser che ha seguito il caso della strage di Erba (Ansa Notizie.com)

Sono professionalmente molto felice, evidentemente non ho sbagliato completamente. Più leggo gli atti e più ci credo“. Lo dice Cuno Tarfusser subito dopo aver accolto la notizia della riapertura del caso della strage di Erba nella sua stanza al Palazzo di Giustizia di Milano.

Il sostituto procuratore generale di Milano non manca di fare un riferimento implicito alle difficoltà affrontate nella stessa Procura Generale di Milano per portare avanti la sua istanza di revisione presentata lo scorso aprile. “Vengo ripagato di una serie da tutta una serie di angherie e ostacoli subiti negli ultimi tempi” afferma. Contro di lui, si era mossa anche la Procura Generale della Cassazione promuovendo un’azione disciplinare oltre alla procuratrice di Milano, Francesca Nanni che lo aveva accusato di avere scavalcato il regolamento interno.

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