Kepel: “Alto rischio che il Mar Rosso sia il prossimo fronte della guerra…”

L’analista che conosce bene la situazione in Medio Oriente ha il timore che il conflitto possa non solo allargarsi ma spostarsi

Attenzione la guerra si può spostare dall’attuale fronte di Gaza al Mar Rosso che in questo momento è bersagliato dagli houthi. Libano? Resteranno al livello di attrito, per me non più di questo…”, a ragionare e a parlare col quotidiano La Stampa è Gilles Kepel, uno degli analisti e massimi esperti di Medio Oriente al mondo. Il professor Kepel, riguardo all’ennesimo comandante di Hezbollah ucciso in un raid nel Sud del Libano, non si scompone davanti alla possibilità che ci possa essere una escalation: “Assistiamo a una trasformazione della guerra. Dal punto di vista d’Israele questi tre mesi di operazioni militari sono stati una catastrofe: da vittima del 7 ottobre è oggi agli occhi del mondo un aggressore spietato che non ha neppure ottenuto granché”.

La guerra
Bombardamenti sulla parte Sud della Striscia di Gaza (Ansa Notizie.com)

Per Kepel la strategia da adottare sarebbe ben altra, anche perché gli americano stanno facendo parecchia pressioni su quello che sta accadendo soprattutto a Gaza, ma Netanyahu va avanti imperterrito, quasi a non volersi curare di quello che dicono gli alleati, anche per questo è arrivato Blinken direttamente da Washington: “I leader di Hamas Deif e Sinwar sono vivi, le loro infrastrutture resistono nei tunnel, il massacro di oltre 20 mila palestinesi, due terzi dei quali donne e bambini, ha rigirato contro il popolo segnato dalla Shoah l’accusa di genocidio. Il padrino americano non è contento: se Biden vuole essere rieletto in autunno ha bisogno anche dell’elettorato progressista che protesta per Gaza e la strategia va riorganizzata, subito”.

“sono tornate le operazioni segrete e mirate contro i nemici”

Il professore
Il professor Giles Kepel (s), uno dei massimo esperti del Medio Oriente (Ansa Notizie.com)

La data del cambio di passo è il 25 dicembre, quando, ammazzando a Damasco il generale iraniano Sayyed Reza Mousavi, Israele ha volto gli sforzi a quel che sa fare, operazioni precise con informazioni supportate dall’intelligenza artificiale per eliminare i leader del cosiddetto “asse della resistenza” controllato da Teheran”., le parole di Kepel che prefigurano uno scenario quasi diverso e assai più dettagliato.

Per l’analista del Medio Oriente, Israele sa quello che sta facendo, ma bisogna vedere se gli alleati sono d’accordo o meno con questa strategia di andare avanti sempre e comunque, da fronteggiare c’è anche la rete terroristica in Iran che spinge per il conflitto: “Mousavi era il ponte tra l’Iran e la rete terroristica di Hezbollah e Hamas, è stato colpito in un quartiere della capitale siriana protetto anche dai russi. Poi è toccato a Saleh al-Arouri, vice di Haniyeh ma più pesante di lui, ucciso nel quartiere di Beirut sud Dahiyeh, la roccaforte di Hezbollah. Ieri, nel Libano meridionale, è stata la volta del comandante di Hezbollah Wissam Tawil. La scala non è più Gaza, epicentro della vendetta del 7 ottobre: sono tornate le operazioni segrete e mirate contro i nemici“.

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