Provenzano (Pd) contro il governo: “Ho tanta rabbia”

Giuseppe Provenzano, esponente del Pd, in un’intervista a ‘La Repubblica (edizione Palermo)’ attacca duramente il governo e il Ponte sullo Stretto.

Si chiude un anno di duro scontro tra maggioranza e opposizione. L’ultimo attacco al governo arriva direttamente da Peppe Provenzano, che in un’intervista a La Repubblica (edizione Palermo) va a criticare duramente il governo: “Confesso di avere tanta rabbia. Alla fine del mio mandato avevamo fatto i conti e in due anni c’erano a disposizione della Sicilia 50 miliardi di euro. Si invertiva un trend storico di disinvestimento“.

Provenzano intervista La Repubblica
Provenzano attacca duramente il governo – Notizie.com – © Ansa

Questo governo, invece, in un anno ha cancellato i 5 miliardi di euro – aggiunge Provenzano – immaginiamo cosa potrà fare ancora in futuro. Ma quello che preoccupa è l’impianto generale. In Sicilia la Swimez parla di lavoro povero e loro si oppongono al salario minimo. In più vogliono fare l’autonomia differenziata: colpo mortale per la Sicilia e tutto il Sud“.

“Il Ponte sullo Stretto non esiste”

Provenzano intervista La Repubblica
Provenzano chiude la porta al Ponte sullo Stretto – Notizie.com – © Ansa

Provenzano poi va ad attaccare Salvini sul Ponte sullo Stretto: “E’ un progetto inutile e che non esiste. La partita si sta giocano nell’oscurità. Noi abbiamo chiesto di vedere la relazione di aggiornamento, ma ci è stato negato“.

Il Ponte sullo Stretto sta diventando un pozzo senza fondo di consulenze e incarichi – continua l’esponente dem – mentre si lasciano senza risorse opere strategiche che avevamo finanziato negli anni scorsi. Non ho mai visto un esecutivo nemico della Sicilia e del Sud“.

“Gravissimo quanto fatto dal governo”

Provenzano intervista La Repubblica
Il duro attacco di Provenzano ad una decisione del governo – Notizie.com – © Ansa

Per Provenzano è “gravissima la decisione del governo di tagliare dal Pnrr i fondi per i beni confiscati. Fratelli d’Italia in Commissione Antimafia si appassiona molto a quello che è accaduto alla Procura di Palermo di trent’anni fa, ma si dimentica il presente. In questo momento i clan mafiosi stanno alzando la testa e ritornando a fare pressione sugli enti locali. E per questo motivo bisogna rimettere gli argini in modo concreto, ma anche simbolico“.

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