Caos migranti, situazione tutt’altro che risolta: allarme Piantedosi

In una intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa” è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Quest’ultimo si è soffermato a parlare della situazione relativa allo sbarco dei migranti 

Un 2023 che si sta per chiudere con alcuni obiettivi raggiunti dal governo. Anche se non tutti sono stati centrati. La conferma arriva direttamente da Matteo Piantedosi che, in una intervista al quotidiano “La Stampa“, ha spiegato cosa non sta funzionando del tutto. In primis la situazione relativa ai migranti. Sbarchi che, nonostante tutto, continuano a verificarsi nelle coste italiane e soprattutto a Lampedusa dove negli ultimi mesi la situazione era a dir poco caotica.

Intervista al quotidiano "La Stampa"
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi (Ansa Foto) Notizie.com

Allo stesso tempo il ministro ha voluto fare il punto della situazione ed anche il bilancio annuale del lavoro svolto dal suo ministero e dal governo. Queste sono alcune delle sue parole: “Il numero degli arrivi di quest’anno non coincide certo con l’obiettivo delle politiche che il governo ha avviato ma va detto che ne sarebbero arrivati ancor di più se non avessimo adottato le misure varate in questi mesi che hanno già dato risultati concreti“.

Migranti, ancora sbarchi in Italia: Piantedosi ammette di non aver centrato l’obiettivo

Un 2023 che si sta per concludere con l’arrivo di più di 155mila persone. Un risultato che non è stato raggiunto ma, allo stesso tempo, ammette che le cose potevano comunque peggiorare. Il ministro ha continuato in questo modo: “Basti pensare che la collaborazione con le autorità tunisine e libiche ha consentito di bloccare molte decine di migliaia di altri arrivi, 121.883 persone, un numero non molto lontano da quello delle persone arrivate, e di arrestare centinaia di trafficanti“.

Intervista al quotidiano "La Stampa"
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi (Ansa Foto) Notizie.com

Poi ha continuato dicendo: “Oltre a questo, le iniziative che abbiamo adottato hanno fatto sì che il nostro sistema dell’accoglienza abbia retto l’urto di un afflusso straordinario che, voglio ricordarlo, è stato determinato da crisi politiche o socio-economiche avvenute in Paesi stranieri le cui cause sono state del tutto indipendenti da noi“.

In conclusione ammette: “Le critiche arrivano da parte degli stessi soggetti che sostengono che dovremmo favorire l’arrivo indiscriminato di tutti coloro che si presentano alle nostre frontiere. Il Viminale è al lavoro per concretizzare l’intesa sui Cpr con l’Albania. È interesse dell’Italia avere facilità di scambi e di movimento con Slovenia e Croazia, due importanti partner europee“.

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