Maddalena: “Legge bavaglio? La presunzione d’innocenza non c’entra un fico secco”

L’ex numero 2 della Consulta sul Fatto Quotidiano si scaglia in maniera violenta contro chi ha permesso si facesse una norma simile: “Mattarella non la deve firmare”

Passano i giorni e non si spegne la polemiche per l’“emendamento Costa” o più comunemente conosciuta come “Legge bavaglio“. E a non appoggiarla minimamente è l’ex numero 2 della Consulta Paolo Maddalena che proprio non approva la norma e non capisce come sia stato possibile mandarla avanti e farla approvare così nel silenzio generale, quasi. E le sue parole sul Fatto Quotidiano sono durissime: “Continuando così non si fa altro che galoppare verso la dittatura. Se fossi il presidente della Repubblica non firmerei questa legge”.

L'ex vicepresidente
Paolo Maddalena, ex vicepresidente della Consulta (Ansa Notizie.com)

L’ex vicepresidente della Corte costituzionale, Maddalena, non ha alcun dubbio sulla possibilità che una legge del genere possa essere nociba e anche anticostituzionale. E se lo dice lui, c’è da credergli. Si parla ancora e sempre del divieto di pubblicare il testo delle ordinanze delle misure cautelari (ovvero quei documenti con cui i giudici delle indagini preliminari dispongono carcere, domiciliari o altre misure cautelari nei confronti degli indagati) fino all’udienza preliminare. E su questo Maddalena non ha remore o dubbi di alcun genere: “E’ una norma deviante e incostituzionale, figlia di una deriva pericolosissima”.

“Le ordinanze cautelari sono un atto pubblico e il divieto di pubblicarle non esiste”

Il deputato
Il parlamentare di Azione Enrico Costa che ha portato avanti l’emendamento per vietare di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare (Ansa Notizie.com)

Un emendamento che è passato alla Camera con una larga maggioranza, tanto che il suo promotore Enrico Costa di Azione, dice che è stata fatta una “misura sacrosanta”. E su questo Maddalena va quasi fuori giri: “Le ordinanze cautelari sono un atto pubblico e il divieto di pubblicarle chiama in causa una serie di principi costituzionali inviolabili che vengono tarpati con uno scopo chiarissimo anche se non dichiarato. Qui stanno vietando la pubblicazione di un atto pubblico assunto da un giudice che agisce in base a precise condizioni di legge e per questi signori i contenuti di questo atto non devono essere conosciuti in ossequio non si sa bene di cosa”.

Per l’ex numero due della Consulta, questa legge è molto pericolosa perché nasconde una cosa che non può essere nascosta e Maddalena ribadisce: “Il diritto dei cittadini a essere informati è il fondamento della democrazia. E non mi pare cosa di poco conto limitarlo. I giornalisti parlano di legge bavaglio… Mi pare il minimo, anche se qui a protestare non dovrebbe essere solo la categoria dei giornalisti.

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