Mes, Lorenzin (Pd) a Notizie.com: “Giorgetti lasciato solo in Europa a mediare”

“Una Legge di bilancio senza visione e con scelte temporanee. In una fase di crisi il governo non ha saputo segnalare priorità chiare per far uscire l’Italia dalla non-crescita”.

Così, ai microfoni di Notizie.com, la senatrice Dem Beatrice Lorenzin, in Commissione bilancio, definisce la Manovra economica che nelle prossime ore dovrebbe essere licenziata anche dalla Camera dopo aver avuto il primo via libera dal Senato. “Senza visione, sicuramente prudente ma che in una fase di crisi non ha saputo segnalare priorità chiare che possano permettere all’Italia di uscire dalla “non-crescita” che si sta profilando da ora a tutto il prossimo anno. Una fase che rischia di portarci alla stagnazione, con un calo dell’economia dopo anni di crescita che tutti abbiamo visto e apprezzato”.

Beatrice Lorenzin (Pd)
Beatrice Lorenzin (Pd) (Ansa Foto) – notizie.com

Il taglio del cuneo fiscale

Le scelte del governo sono tutte “temporanee”, a partire dal taglio al cuneo fiscale. “Non si agisce temporaneamente sui salari, nemmeno per contrastare l’inflazione. Non c’è una politica di valorizzazione del capitale umano, sia per l’aspetto della sussistenza sia per l’attrattività del capitale umano in Italia. E non è solo la questione dei medici – continua Lorenzin – ma anche di altre professioni ad alto valore aggiunto di cui le nostre industrie hanno bisogno e non si trovano”. 

Il fisco

La senatrice Dem definisce temporanei anche i provvedimenti sul fisco: “C’è una bozza di riforma temporanea. E di fatto, nulla sul piano sociale. Non c’è una visione e non ci sono misure e riforme che permettano di dare un segno tangibile almeno al settore del welfare, che esce in modo compromesso dal Covid”.

La violenza sulle donne

Elly Schlein
Elly Schlein (Ansa Foto) – notizie.com

Il Pd ha destinato 20 milioni alla violenza sulle donne: “Sulle cosiddette mancette, ognuno decide di essere quello che è. Noi abbiamo deciso di investire i nostri 40 milioni, che sono stati ulteriormente decurtati – 20 in investimenti e 20 in conto capitale sulla spesa corrente – sulla violenza sulle donne. 20 milioni non sono tanti ma sono qualcosa dopo mesi angoscianti e di belle parole. Loro hanno deciso di fare micro-emendamenti che rispondevano alle esigenze dei loro singoli territori. Io però, credo che sarebbe stato bello se tutto il Parlamento avesse scelto di fare lo stesso per le donne, dando un sostegno forte al reddito di libertà, alle case rifugio, ai bambini, al tema dell’inserimento lavorativo e della formazione. C’è ancora tantissimo da fare, noi abbiamo fatto la nostra parte”. 

Il Superbonus

La questione del Superbonus resta ancora aperta: dopo essere stato lasciato fuori dalla Manovra, si attende un decreto ad hoc che dovrebbe prevedere un SAL straordinario al 31 dicembre, come proposto da Fratelli d’Italia: “Hanno lasciato aperto un problema enorme – dichiara Lorenzin – da un lato i crediti incagliati, dall’altro persone con i cantieri in campo. Questo si ripercuote su famiglie e persone che in base alla legge hanno fatto scelte economiche importanti. Non hanno saputo gestire la fase di transizione, sferrando un colpo a un settore trainante della nostra economia: l’edilizia. Il SAL straordinario al 31 dicembre almeno permetterebbe di chiudere tutta la partita”. 

Mes, Lorenzin a Notizie.com: “Giorgetti lasciato solo in Europa a mediare”

Giancarlo Giorgetti
Giancarlo Giorgetti (Ansa Foto) – notizie.com

Il Mes è un altro tema dibattuto, che di fatto ieri ha visto la maggioranza divisa, con Forza Italia che si è astenuta dal voto alla Camera e Fratelli d’Italia e Lega che hanno bocciato la ratifica. Il ministro dell’Economia in quota Carroccio, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che avrebbe preferito che venisse approvata la riforma: “Forza Italia avrebbe dovuto votare a favore del Mes, avendo sempre avuto il Ppr una posizione positiva. Hanno ceduto a livello nazionale a un presupposto che in Europa non tiene. L’Italia è l’unico Paese a non aver ratificato il Mef. Una forma di “ricattino” che non ha giovato in niente, nemmeno sul Patto di stabilità, che la premier aveva definito scellerato e che poi è stato votato. Certo che Giorgetti è in difficoltà – conclude Lorenzin – Il ministro dell’Economia è stato lasciato in Consiglio col cerino in mano per risolversi un problema elettorale locale, incomprensibile nelle logiche europee. L’Italia non dimostra serietà e lascia il compito arduo al ministro, di negoziare in nome della nostra serietà e credibilità, partite molto più importanti per l’Italia”. 

Gestione cookie