Bompard: “C’è necessità di materie prime per arrivare ad autonomia da Russia e Cina”

L’esperto di sicurezza per l’energia del Politecnico di Torino spiega i suoi timori si quanto sta avvenendo in Europa

L’energia è un tema caldo e scottante in chiave mondiale, figuriamoci a livello europeo con una guerra devastante come in Ucraina che ha messo in ginocchio tanti paesi, anche e soprattutto a livello energetico. Per non parlare della crisi che c’è in Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre. E’ da anni che l’Occidente cerca di trovare alternative di materia energetica che possa dare autonomia a diversi paesi, l’Italia soprattutto, per cercare di essere indipendenti da Russia e Cina. E l’allarme che lancia Ettore Bompard, Direttore Scientifico dell’Esl Energy Center del Politecnico di Torino è piuttosto forte: “I conflitti di questi ultimi due anni hanno cambiato le prerogative e stravolto gli scenari dal punto di vista energetico”.

La strategia
Le materie prima scarseggiano e l’Italia ed Europa sono dipendenti da Russia e Cina (Ansa Notizie.com)

Per Bompard il problema principale è legato alla ricerca delle materie prime, anche perché senza di esse non si riesce a produrre energia e se vengono esportate il prezzo non può che lievitare, soprattutto in un momento come questo. L’alternativa è cercare a tutti i costi soluzioni e altre materie prime che garantiscano il fabbisogno europeo e nel caso quello italiano. Spiega il dirigente dell’energia del Politecnico di Torino: “Le materie prime critiche influenzeranno in maniera determinate, rischiando di diventare una schiavitù”.

“Sul gas dopo i rincari del 2022 è stato fatto uno stoccaggio importante”

La concorrenza
Una delle aziende russe che in Europa la sta facendo da padrone (Ansa Notizie.com)

Per l’esperto Bompard bisogna correre e non aspettare che gli altri paesi fuori dall’Europa diventino ancora più competivi di quello che già sono. Tanto che spinge in questa direzione, soprattutto nella ricerca di altre materie prime come la grafite, il cobalto, il litio, tuttematerie prime che alimentano le nuove tecnologie ma in Europa questo tipo di materia scarseggia“, per questo sottolinea Bompard bisogna essere veloci e trovare le giuste alternative.

La Commissione europea quest’anno ha fatto un atto dove chiede che almeno il 10% del consumo annuale sia ottenuto con l’estrazione domestica all’interno dell’UE, che il 40% sia processato nell’Unione e non più del 65% dell’import provenga da uno stesso paese. Già questi numeri fanno capire qual è la situazione di partenza, se ambiamo ad avere in house solo il 10%“. E’ il grido disperato e sincero dell’esperto di energia Ettore Bompard che non si arrende all’evidenza e cerca di spronare anche i politici italiani ad andare sempre più in questa direzione. “Su questo non ci sono soluzioni facili, ma il rischio è di pagare sostenibilità con la dipendenza da materie prime critiche“, ha concluso il direttore ed esperto dell’energia del Politecnico di Torino.

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