Barazzutti: “Dalla Federazione nessuna riconoscenza. Chi ha fatto la storia viene ignorato”

Corrado Barazzutti in esclusiva ai nostri microfoni: “La Federazione ignora chi ha dato lustro al tennis italiano. Io mi sarei comportato in modo diverso”.

La presenza di Pietrangeli e l’assenza dei quattro giocatori che hanno vinto la prima Coppa Davis per l’Italia all’evento organizzato per omaggiare Volandri e i suoi ragazzi sta facendo molto discutere. Il primo a criticare duramente la Federazione è stato Paolo Bertolucci. La nostra redazione ha contattato Corrado Barazzutti, altro tennista che era in campo in Cile, per capire la sua posizione su questa decisione.

Corrado Barazzutti esclusiva
Corrado Barazzutti in esclusiva ai nostri microfoni – Notizie.com – © Ansa

Corrado Barazzutti, sta facendo molto discutere il post di Bertolucci contro la Federazione. Lei è d’accordo?

Se la Federazione avesse avuto il piacere di invitare e dare riconoscenza agli ex tennisti, ci avrebbe invitato a diverse manifestazioni e non solo a questa. Durante l’anno ci sono tante occasioni per omaggiare chi ha scritto la storia del tennis italiano. Ma la FITP da sempre non ha riconoscenza verso gli ex giocatori. Non sono invitati al Foro Italico o a qualsiasi altro evento. Da quello che ho sentito il presidente non ha visto il docufilm sulla vittoria del 1976. Gli interessano solo i giocatori di adesso perché sono molto importanti e utili per la Federazione. Poi quando smettono non c’è nessun senso di riconoscimento. I dirigenti ci sono la sempre, chi ha fatto la storia viene ignorato“.

Barazzutti: “I quattro giocatori della Davis del 1976 non erano graditi”

Corrado Barazzutti esclusiva
Barazzutti critico con la Federazione – Notizie.com – © Ansa

A far discutere in particolare è stata la presenza di Pietrangeli e l’assenza dei giocatori?

Evidentemente i quattro giocatori non sono graditi alla Federazione. Personalmente non mi interessa, sono fatti loro. Sono contento che i ragazzi hanno vinto la Coppa Davis e meritavano una festa“.

C’è bisogno di un cambio di passo da questo punto di vista?

Guarda a Parigi, agli Australian Open, a Flushing Meadows c’è sempre il riconoscimento verso i tennisti che hanno fatto semifinali e quarti di finali in più di un’occasione. Hanno il piacere di invitari e organizzano addirittura uno stand. Se io fossi il presidenti, farei così. Mi comporterei in maniera diversa con i giocatori che hanno dato lustro al tennis italiano. Ma si vede che non siamo graditi“.

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