Gli ruba il cellullare e lo ricatta, lo considerava amico ma era un rapinatore seriale

E’ l’incredibile storia di un uomo di origine russa che era cercato da anni dalla polizia per un decreto di espulsione mai eseguito

Si conoscevano da tempo, erano amici e residenti nella stessa zona di Roma, nel quartiere di Porta Metronia, a due passi dall’Appia, ma anche dal Colosseo. Amici da anni, tanto è vero che quando Igor, un uomo russo di 53 anni, si è presentato a casa sua, A.M. non ci ha trovato niente di strano anzi l’ha fatto entrare come altre volte, gli ha offerto un caffè e poi la proposta indecente. Quella che l’ha spiazzato e gli ha sbattuta in faccia la dura realtà. L’amico Igor gli aveva preso il cellullare, rubato nel vero senso della parola, e per poterlo riottenere, avrebbe dovuto dargli 300 euro. Non proprio bruscolini.

Il quartiere
Un momento di vita quotidiana al quartiere Pigneto (Facebook Notizie.com)

Un ricatto bello e buono. Non solo. Per facilitare l’amico, il russo, oltre a fargli capire che era prendere o lasciare, gli ha dato l’appuntamento per il giorno stesso davanti a una farmacia nella zona del Pigneto, non tanto distante da dove abitano entrambi. A.M, il padrone del cellullare, a quel punto va, ma si reca all’appuntamento con la convinzione di riuscire a far ragionare l’amico, considerato che il telefonino era importante e lo rivoleva indietro. “Fino all’ultimo ho pensato fosse uno scherzo, giuro, non ci ho creduto fino a quando non ha insistito sul serio“, ha spiegato A.M al Messaggero.

I due litigano, arrivano i poliziotti e il russo inveisce: “Ti ammazzo, ti vengo a cercare”

La zona
Il quartiere di Porta Metronia (Facebook Notizie.com)

Una volta arrivati all’appuntamento i due parlano, con A.M. che cerca di capire se si tratta di uno scherzo oppure no, ma quando capisce che Igore, il suo amico russo, fa sul serio, non ci vede più dalla rabbia e con insistenza cerca di farsi ridare il telefonino, anche a brutte parole e usando le mani. La gente, accortasi che i due uomini stavano iniziando a litigare di brutto, hanno chiamato le forze dell’ordine.

E tra la chiamata e l‘intervento dei poliziotti non è passato molto tempo, ma è qui che è accaduto il patatrac. Igor, appena si è accorto dell’arrivo delle forze dell’ordine, va subito in escandescenza e dice di tutto ad A.M., talmente furioso che è dovuto arrivare un’altra volante sul posto, considerato che Igor non si riusciva a fermare. “Io ti vengo a cercare, ti ammazzo“, ha urlato Igor ad A.M. E così, per tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale, il russo è stato arrestato. Una volta arrivato in Questura, le ricerche su quest’uomo si sono allargate e si è venuto a sapere che su di lui c’erano diverse denunce e segnalazioni, ma soprattutto un decreto di espulsione dall’Italia mai eseguito.

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