Incidente Freccia Tricolore, com. Galiotto: “Pilota ha avuto solo 2 secondi per decidere”

Incidente Freccia Tricolore, parla il comandante Carlo Galiotto ha commentato quanto successo nel pomeriggio di ieri dove una bambina di cinque anni ha perso la vita 

Una tragedia. Non esistono altre parole per commentare quanto si è verificato all’interno dell’aeroporto di Caselle (provincia di Torino) dove un aereo della Freccia Tricolore stava effettuando delle prove per l’esibizione che si sarebbe dovuta verificare questa mattina. Ovviamente tutto questo è stato annullato. Una famiglia distrutta. Solamente in tre sono riusciti a salvarsi per miracolo. Per la piccola Laura non c’è stato nulla da fare. Loro si stavano dirigendo verso casa e nemmeno stavano assistendo alle prove.

Parla il comandante Carlo Giolitto
Incidente Freccia Tricolore (Ansa Foto) Notizie.com

Poi il boato e la macchina che si capovolge. La vettura avvolta dalle fiamme e poi è successo quello che tutti noi sappiamo. Il pilota, Oscar Del Dò, è riuscito a salvarsi in tempo ma è sotto shock per quanto successo. In merito a questo episodio ne ha parlato il comandante Carlo Galiotto al ‘Messaggero’. Al noto quotidiano precisa che, fino a questo momento, non possono essergli attribuite responsabilità per quanto accaduto.

Le ipotesi fino a questo momento sono due: quella di un impatto con uno stormo di uccelli oppure quella di un guasto al motore. Anche se quella più accreditata riguarda quella degli animali che avrebbero bloccato il motore Rolls-Royce Viper dell’Mb-339 in una fase delicata come il decollo. Il velivolo in questione, rispetto agli altri, stava avendo non poche difficoltà. Il pilota riesce a salvarsi e ad uscire dalla cabina. Anche se l’impatto rimane terribile.

Incidente Freccia Tricolore, parla il comandante Galiotto

Alla domanda su cosa avesse dovuto fare il pilota in quel momento la risposta è stata chiara: “A quella quota ed a quella velocità il pilota ha avuto due secondi per scegliere se morire inutilmente nell’impatto con il suolo oppure di lanciarsi“. Difficile che in quel momento potesse manovrare il velivolo: “No, non credo potesse.

La procedura a questo punto affiora dall’istinto di pilota prima ancora che dalla memoria degli addestramenti: shut off e trim a picchiare per obbligare l’aereo ad andare subito giù. Poi si tirano le maniglie gialle e nere fra le gambe che azionano il seggiolino eiettabile Martin Baker. Il paracadute si apre in automatico“.

Parla il comandante Carlo Galiotto
Incidente Freccia Tricolore (Ansa Foto) Notizie.com

L’aereo in quel momento aveva i serbatoi pieni di carburante (700 litri): “Sì, era appena decollato. Si vede l’entità dell’esplosione al primo impatto del velivolo con il suolo. Poi l’aereo in fiamme“. Il tutto è accaduto nel giro di pochissimi secondi. Il pilota ha optato per eiettarsi visto che non si trovava ancora sulla pista. Era logico immaginare che il velivolo sarebbe precipitato solo sullo scalo.

Ipotesi: un pilota professionista, come quelli delle Frecce, fa questi ragionamenti all’istante per non mettere a repentaglio la vita degli altri anche a discapito della sua. Se il maggiore fosse restato ai comandi? Credo che nulla sarebbe cambiato nella dinamica che ha portato alla terribile morte della bimba. Altrimenti avremmo dovuto piangere una vittima in più“.

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