In merito all’ultimo Dl di Caivano il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti, ne ha parlato in una intervista rilasciata al quotidiano “La Verità”
La sinistra attacca ed il centrodestra non incassa, ma risponde. Lo fa, questa volta, con Tommaso Foti. A dire il vero non si tratterebbe affatto della prima volta che accade una cosa del genere. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera ne ha discusso in una intervista che ha rilasciato al quotidiano “La Verità“. Non si è fatta assolutamente attendere la frecciatina nei confronti della sinistra. Queste sono alcune delle sue parole a riguardo: “Alla sinistra dà fastidio che lo Stato faccia lo Stato con la esse maiuscola. 
Cosa che loro non vogliono fare, perché dal punto di vista elettorale cavalcare il disagio fa comodo. Loro vogliono talmente bene ai poveri che quando vanno al governo ne creano di più. Sui figli di genitori arrestati e condannati non c’è alcuna novità: possono essere allontanati dal nucleo famigliare. È un dovere sociale ed educativo: chi vive in un nucleo famigliare mafioso va lasciato convivere in quell’ambiente con continuità e connivenza forzata? Direi proprio di no, sarebbe disumano”.
Dl Caivano e non solo, Foti attacca Prodi: “A volte ritornano…”
Si è soffermato anche sulle ultime dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, che in una intervista ha attaccato l’attuale governo targato Meloni in merito al salario minimo: “Mi verrebbe proprio da dire ‘a volte ritornano’. Si ricordano di questo argomento e non del lavoro povero. Patto di stabilità? Non è solo un problema italiano, ma di tutta Europa. La Germania, a causa del calo del PIL cinese, diminuisce le sue esportazioni verso la Cina. Non dimentichiamoci del Covid, guerra in Ucraina e la crisi energetica“.

In conclusione si è soffermato nuovamente sul decreto Caivano: “Carcere bambini? Bufala. Chi sta facendo propaganda sul decreto Caivano, dicendo che la Meloni arresta i ragazzini, forse li preferirebbe con le pistole in mano. Ma cariche, non a salve. Nessuno ha toccato la soglia di imputabilità dei minori, in Italia resta invariata a 14 anni. In Inghilterra è di 10 anni, in Olanda e Irlanda 12, in Francia e Polonia 13 anni. La variazione sostanziale con il decreto Caivano sta nella gravità dei reati. La sanzione deve essere un deterrente. Il decreto mette anche il dito sulla responsabilità genitoriale“.





