Morte Galbiati, Capello si commuove: “Ho perso un fratello, mi ha chiamato chiunque”

L’ex tecnico di Milan, Juventus, Roma e Real Madrid ha trattenuto a stento le lacrime durante la diretta tv a Sky Sport: “Era l’uomo in più, ho ricevuto le telefonate di tanti suoi ex calciatori”

Commozione in diretta tv durante la trasmissione su Sky Sport. Fabio Capello racconta Italo Galbiati, suo storico vice scomparso all’età di 85 anni. Parole toccanti, quelle dell’ex allenatore di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid: “Ho perso un amico e un fratello. Galbiati non era amato per quello che diceva, ma per tutto ciò che faceva”.

Fabio Capello e Italo Galbiati
Una foto di Fabio Capello e Italo Galbiati insieme al Milan (Ansa Foto) – Notizie.com

“Lui allenava i calciatori per aiutarli a migliorare, ogni consiglio era positivo. Ha rappresentato una fortuna anche per me, è fondamentale avere come secondo uno così, che ti aiuta e che tutta la squadra percepisce come uomo in più”.

Un concetto ribadito subito dopo: “Sì, era l’uomo in più in ogni occasione. Non mi portava mai dei problemi, ci pensava e li risolveva lui prima. Veniva da me solo per quelli più importanti, solo lì mi diceva ‘Fabio, qua devi intervenire tu’. Altrimenti interveniva lui prima”.

Capello su Galbiati: “Era creduto, ho sentito Roberto Carlos e Butragueño”

Italo Galbiati
Italo Galbiati da calciatore con la maglia dell’Inter (Ansa Foto) – Notizie.com

“Tutto questo perché era creduto e si vede ancora da una cosa”, ha proseguito Capello, visibilmente scosso. “Ogni volta che trovavo un ex calciatore che lui aveva allenato, mi chiedeva sempre ‘Come sta Italo? Me lo saluti…’. Dopo la sua morte ho ricevuto le telefonate di chiunque. Da Roberto Carlos a Butragueño, mi hanno chiamato dalla Russia e da tutte le parti per ricordare questo uomo, che è stato qualcosa di importante nella mia vita”.

Galbiati e Capello sono stati insieme per tantissimi anni e in diverse esperienze vincenti, in Italia e all’estero. Dalle stagioni trionfanti alla guida del Milan allo Scudetto vinto con la Roma, per poi proseguire la collaborazione a Torino con la Juventus e in Spagna con il Real Madrid. Infine la doppia tappa al comando di una nazionale: prima quella inglese, poi quella russa.