Una valigia segreta e il sistema Paratici; sempre più guai la Juventus

L’inchiesta Prima dei pm di Torino non si ferma e va avanti sempre più in profondità sui conti e misfatti del club bianconero

Una valigia rovente. E una vendetta che sa tanto di rivincita. E’ quella che ha in serbo Maurizio Lombardo, l’ex segretario generale della Juventus che a ottobre del 2020 è stato licenziato in pochissimi minuti perché, sostenevano i dirigenti bianconeri chi lo sostituiva era più competente e aveva funzionai più da manager. Parole che Lombardo non ha dimenticato anzi, in cuor suo montava rancore e meditava una vendetta. E così è stato. L’occasione si è presentata quando i magistrati torinesi l’hanno chiamato per spiegare i movimenti che aveva fatto la Juventus in ambito di mercato.

L'ex al veleno
Fabio Paratici e Andrea Agnelli ai tempi in cui dirigevano e comnadvano alla Juventus (Ansa Notizie.com)

E lui, il buon Lombardo, dopo anni di silenzio, ha spifferato ogni cosa nei dettagli. L’ex segretario generale della Juve, che è stato in società per nove lunghi anni, sa tante cose e le ha spiegate tutte nei minimi dettagli ai magistrati di Torino che quasi non credevano alle loro orecchie. E così ecco che spunta una fantomatica valigetta dove dentro ci sono una serie di contratti che servivano per far scattare l’opzione di “recompra“, ovvero di riacquisto di un giocatore.

Sistema Paratici: avere in sacco squadre che facevano da banca alla Juve

Lombardo in questo modo diventa, a sorpresa dei magistrati torinesi, un vero e proprio teste chiave che svuota il sacco su diverse operazioni e documenti che vanno e vengono dalla Juventus. Fa ribrezzo una valigetta che custodiva lo stesso Lombardo per conto di Paratici anche perché in società dicevano che era meglio “che la tenessi tu“, sempre a disposizione. Già perché, per emergenze, poteva capire di tirare fuori quei documenti anche di notte se necessario. Erano una serie di lettere dove c’erano accordi già controfirmati con altre squadre tra cui Cagliari e Atalanta, ma anche Udinese. E i giocatori? Sapevano anche loro. Tutto.

La squadra
Fabio Paratici, Pavel Nedved, Andrea Agnelli e John Elkann poco prima di una gara (Ansa Notizie.com)

Quest’ultima ci rientra con il giocatore Mandragora. Qui la Juve si è superata, anche se all’epoca, per come era stata sviluppata, si intuiva che qualcosa non andava come dovrebbe. “Paratici aveva manie di onnipotenza”, spiega Lombardo ai magistrati, anche perché, con quel che aveva messo in piedi, cercava tramite accordi con altre società di tenere in scacco le altre, bloccando e ostacolando il mercato delle altre. Ma ci sarà da sviluppare anche altro con la Juventus che trema in tutte le direzioni. E non potrebbe essere altrimenti.