Reddito di Cittadinanza diventa Mia: cosa cambia?

Cambiano ancora le regole del Reddito di Cittadinanza, adesso diventa Mia per volere del Governo: ecco le novità.

Non si arrestano i cambiamenti che riguardano il Reddito di Cittadinanza, il sussidio economico infatti sarà definitivamente abolito nel 2024, ma nel frattempo il Governo guidato da Giorgia Meloni, come anticipato, ha deciso di mettere a punto dei cambiamenti importanti.

Reddito di Cittadinanza
Reddito di Cittadinanza, foto fonte Ansa. Notizie.com

E’ tutto pronto, infatti, all’introduzione di Mia, ovvero Misura di inclusione attiva, questo aiuto economico tanto per cominciare sarà diviso in due categorie, ovvero quella degli occupabili e delle famiglie povere che non hanno possibilità di lavorare.

Le prime che per il momento beneficiano del Reddito per un massimo di 7 mesi e non oltre il 31 Dicembre, avranno un tetto massimo di 375 euro, mentre per le seconde sarà di 500 euro. La misura sarà quanto prima studiata e vagliata dal Governo, per diventare operativa da Settembre.

Reddito di Cittadinanza diventa Mia: quanto dura e quali sono i requisiti per ottenerla

Come detto prima, per volere del Governo Meloni, il Reddito di Cittadinanza cambia faccia e diventa Mia, oltre a quanto già detto, il sostegno avrà una durata di 18 mesi per i poveri e di non più di un anno per gli occupabili, ma le cose sono molto diverse da prima.

Reddito di Cittadinanza, foto fonte Ansa. Notizie.com

Cosi come riporta Tgcom24 e come sottolineato dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon: “Il nuovo sussidio non si potrà più chiedere a ripetizione, come il Reddito, ottenendo ogni volta altri 18 mesi di assistenza. Per le famiglie senza occupabili, dalla seconda domanda in poi, la durata massima della Mia si ridurrà a 12 mesi. Come accade ora, prima di chiedere nuovamente la prestazione dovrà passare almeno un mese. Per i nuclei con persone occupabili, invece, la Mia scadrà al massimo dopo un anno la prima volta e dopo sei mesi la seconda e una eventuale terza domanda di sussidio si potrà presentare solo dopo una pausa di un anno e mezzo. Insomma un percorso a esaurimento per spingere il più possibile gli interessati a cercarsi un lavoro”.

Un cambiamento davvero importante che già da qualche tempo era stato annunciato, una volta fatta la domanda per questo sussidio, infatti, il tutto verrà riconosciuto solo dopo avere fatto tutti i controlli incrociati sul fatto che i requisiti richiesti siano effettivamente presenti, inseguito i nuclei familiari senza occupabili verranno mandati ai Comuni per i percorsi di inclusione sociale mentre gli altri verranno avviati ai centri per l’impiego dove, come condizione per ottenere la Mia, dovranno sottoscrivere un patto personalizzato.

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