Lo “strano” giro di soldi dell’ambasciata russa in Italia

Quello “strano” giro di soldi da parte dell’ambasciata russa, nel nostro Paese, che non tornato affatto. Gli ultimi dati parlano chiaro 

Giro di soldi
L’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov (Ansa Foto) Notizie.com

E’ trascorso un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina. Anche il nostro Paese si è reso protagonista. Non solo per la fornitura di armi nei confronti di Kiev, ma per altro. In particolar modo dell’ambasciata russa in Italia che ha alzato la voce anche in maniera molto minacciosa. Con riferimenti a parlamentari, giornalisti e numerose manovre di propaganda. Tanto è vero che, dal giorno dell’invasione, Mosca ha cercato in ogni modo di assediare Roma. Considerandola addirittura l’anello debole del fronte occidentale. Da quel momento in poi il capo della diplomazia russa nel nostro Paese, Sergey Razov (inquadrato in foto), si è reso protagonista di molti episodi che hanno fatto discutere. Tanto è vero che la Farnesina, in più di una occasione, lo ha convocato per avere spiegazioni in merito.

Prima una lettera ai parlamentati che stavano votando per fornire i primi aiuti militati all’Ucraina. Non solo: effettuò una conferenza stampa, davanti alla procura romana, dopo aver presentato un esposto contro un articolo di giornale. Non solo: pagò biglietti aerei a leader politici che s’inventarono mediatori. Non ci è mai riuscito a Palazzo Chigi: né con Draghi e nemmeno con la Meloni. L’Uif ha messo, più di una volta nel mirino, la sua ambasciata. Alcuni movimenti erano apparsi fin troppo sospetti. Con tanto di allarme della struttura che opera presso la Banca d’Italia. Nei documenti dell’Uif, dove ci sono state alcune “segnalazioni”, iniziarono già nel primo semestre del 2022. Fino ad arrivare al 5 gennaio di quest’anno dove sono state descritte ultime operazioni. Le stesse ritenute “sospette”.

Quello strano giro di soldi sui conti correnti dell’ambasciata russa in Italia

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L’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov (Ansa Foto) Notizie.com

Basti pensare che tra il 17 e il 20 ottobre del 2022 furono versati sul conto “in valuta” della sede diplomatica russa 400 mila dollari americani. Soldi che derivavano  da “giacenze” per “attività regolari e giornaliere” da parte della stessa ambasciata. Dopo neanche una settimana (esattamente 4 giorni dopo) da quel conto venne trasferita su uno degli altri due conti una cifra pari a 403 mila euro. Non solo: in quello stesso mese vennero effettuati “cinque prelievi di contante”. Totale? 410 mila euro. L’allarme è scattato immediatamente. on è finita qui visto che venne segnalata un’altra operazione.

A dir poco particolare: il 12 dicembre dello scorso anno, una società di security “consegnerà presso l’ambasciata russa di via Gaeta 5 a Roma” una sovvenzione di danaro di 600 mila euro. Secondo quanto riportato dalla struttura di controllo italiana questa provvista è apparsa anomala. Soprattutto per il valore totale richiesto. In poche parole, nell’ultimo trimestre del 2022, l’ufficio diplomatico di Mosca a Roma ha mosso un milione di euro in contanti.

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