Farina di grilli, arriva l’ok dall’Ue: “E’ una follia”

Farina di grilli, nella giornata di ieri è arrivato anche il ‘via libera’ da parte dell’Unione Europea. Anche se, dopo questa decisione, non sono affatto mancate le polemiche nel nostro Paese

L'Ue dà il suo via libera per farina di grilli
Farina di grilli, arriva l’ok dell’Ue (screenshot video YouTube)

Nelle ultime ore è arrivata anche la conferma ufficiale da parte dell’Unione Europea: il grillo domestico (chiamata Acheta Domesticus) potrà essere commercializzata. Non è altro che una farina parzialmente sgrassata. Nella giornata di domani, giovedì 26 gennaio, entrerà in vigore il regolamento che tende ad autorizzare la commercializzazione delle larve di Alphitobius diaperinus congelate, in pasta, essiccate e in polvere. Poco prima, però, c’era stato anche l’ok dei grilli in polvere ed anche per quelli congelati (in pasta ed essiccati). Anche se, a dire il vero, nelle stesse forme erano state già commercializzate la locusta migratoria (fine del 2021) e la larva gialla della farina (marzo 2022).

Anche se, il primo insetto giudicato come nuovo alimento dall’Ue, era stata la larva del tenebrione mugnaio. Non è finita qui visto che, nella lista di attesa, ci sono altre otto domande. Tutte da valutare. In merito a questa decisione, però, non sono affatto mancate le polemiche. Soprattutto da parte del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Non si tratterebbe affatto della prima volta che il numero uno della ‘Lega’ si lamenti di questa decisione. Tanto è vero che, proprio nelle ultime ore, ci ha tenuto a ribadire che la farina di grilli è una vera e propria “Follia“.

Farina di grilli, ok dell’Ue: non mancano le polemiche

L'Ue dà il suo via libera per farina di grilli
Prodotti con farina di grillo (screenshot video YouTube)

Nel frattempo l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha sconsigliato il consumo ai minori di 18 anni del verme della farina minore. Con tanto di parere scientifico. Nel frattempo da Bruxelles fanno sapere che gli insetti vengono viste come delle proteine alternative ed anche come una risposta all’aumento del costo delle proteine animali. Non solo: l’allevamento di insetti potrebbe contribuire anche a ridurre le emissioni di gas serra e lo spreco alimentare.

Arrivano anche i primi risultati da parte della Coldiretti con una indagine: il 54% si è dichiarato contrario agli insetti a tavola, il 24% è indifferente, solo il 16% è favorevole e il 6% si è astenuto. In alcuni continenti come Africa, Asia e America Latina sono considerati alimenti comuni e utilizzati come fonte di proteine. Così come la Thailandia, Malesia, Messico, Guatemala e Costa Rica. Vengono consumati anche cavallette, formiche, larve di scarabeo, grilli e cavallette.