Patrizia Gucci, l’omonimia che da 25 anni non le da pace

Patrizia Gucci da 25 anni vive l’incubo di essere scambiata per l’assassina del cugino: una storia che continua a ripetersi di volta in volta.

Potrà sembrare incredibile, eppure quello che da venticinque anni, Patrizia Gucci sta vivendo è un vero e proprio incubo: come lei stessa ha ammesso, infatti è stanca di essere scambiata per la donna che ha ucciso il cugino, ovvero Patrizia Reggiani.

Patrizia Gucci
Patrizia Gucci, foto fonte Raiplay. Notizie.com

E’ l’incubo della quasi omonimia che nonostante il passare degli anni non sembra in nessun modo darle pace, la vera Patrizia Gucci infatti è proprio lei: fa parte della quarta generazione della famiglia fiorentina che da sempre rappresenta ed è il simbolo della moda e del lusso e che proprio nei mesi scorsi è tornata al centro dell’attenzione, grazie al film diretto da Ridley Scott, dedicato proprio a loro.

Ho chiesto a un avvocato come potermi liberare da questa maledizione ma non c’è verso. Da quel giorno io e lei non ci siamo più sentite ma le sue figlie per 16 anni hanno pensato che fosse innocente. Quando ero piccola il cognome Gucci non lo sentivo ingombrante o importante. Non era ancora un brand, solo un cognome. Fino ai 17 anni almeno” ha ammesso nella sua intervista per il Corriere fiorentino.

Patrizia Gucci: “La confusione dei due nomi? Un incubo senza fine”

Patrizia Gucci, quella vera, per chi non lo sapesse è la figlia di Paolo Gucci, pronipote del fondatore dell’azienda, Guccio Gucci, e tanto per essere chiari è la vera e sola Patrizia Gucci, eppure nonostante questo sono ormai tantissimi anni che il suo nome, per via della quasi omonimia, viene scambiato con quello di Patrizia Reggiani, in Gucci, assassina del marito Maurizio.

Patrizia Gucci, foto fonte Corriere.it. Notizie.com

La confusione dei due nomi, il mio e quello di Patrizia Reggiani (in Gucci) è stato un incubo senza fine, con tutti i media del mondo che parlavano “dell’assassina Patrizia Gucci” e mi confondevano con lei. Patrizia era ossessionata da Maurizio, quando lavoravo in azienda spesso mi telefonava per sapere dove fosse e lui mi diceva che lei lo ricattava e non gli voleva far vedere le figlie” ha raccontato nella sua intervista per il Corriere fiorentino, non nascondendo anche un certo malumore sul film realizzato da Ridley Scott:

“Non ne posso più di questi stereotipi sugli italiani di Hollywood. Quando Al Pacino abbraccia Adam Driver e gli dice “Maurizio mio sei il nostro futuro”, sembra un discorso da mafiosi. E descrive mio padre (Jared Leto nel film) in un modo che non meritava proprio. E poi gira tutto intorno all’omicidio, una storia che con noi non c’entra nulla. Ridley Scott ha modificato gli eventi storici per fare un film alla Il Padrino, senza rispettare la famiglia, questa è la cosa più orribile”.

Insomma delle parole che lasciano pochissimo spazio all’immaginazione e che certamente sono anche determinate da una certa stanchezza, per essere in qualche modo paragonata alla donna che a tutti gli effetti si è macchiata di un crimine davvero grave.

Patrizia Gucci, foto fonte Raiplay. Notizie.com

La sua fonte di riscatto, oltre al suo lavoro, è stato anche l suo libro in uscita, di cui ha detto: “E’ la vera storia di una dinastia di successo sì, per mettere alcune cose in chiaro dopo tanti racconti falsi e ossessivi poi sfociati in quel brutto film che ha fatto Ridley Scott. Ci ho messo tre anni per finirlo e raccogliere molte testimonianze tra membri della famiglia ed ex dipendenti Gucci. E ho dovuto fare delle aggiunte con una ristampa dopo l’uscita del film“.