Investito e ucciso Juan Carrito, l’orso simbolo dell’Abruzzo

Il povero animale noto per le sue incursioni nel Parco tra Abruzzo e nel Lazio è stato investito da una Opel Corsa sulla strada statale 17 e non ce l’ha fatta

Juan Carrito non c’è più. L’orso che ha fatto sognare tanti bambini e anche tanti adulti per via delle sue scorribande nei paesini dell’Abruzzo, non c’è più. E’ stato ucciso, travilto da una macchina mentre stava attraversando la strada. Si tratta di un simbolo, un’icona, molto più che una semplice mascotte. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Molise e Lazio, tutte le regioni che hanno avuto a che fare con lui, piangono Juan Carrito, l’orso marsicano che in questi anni si era fatto conoscere e amare da residenti e turisti.

L'animale
L’orso Juan Carrito è stato investito e ucciso (Ansa Notizie.com)

L’animale, che aveva tre anni di vita, è stato investito da un’auto nei pressi di una galleria a Castel di Sangro, sulla statale 17, ad appena due chilometri dal luogo di un altro incidente che – nel 2019 – era costato la vita a un altro orso. Juan Carrito è morto in seguito alle conseguenze dell’urto, la donna alla guida dell’auto non avrebbe riportato traumi.

Appena si è sparsa la notizia in tanti hanno pianto

L'improvvisata
Incursione di Juan Carrito, orso abruzzese per vie Pizzoferrato. Avvistato nel piccolo centro di montagna. ‘E’ il benvenuto’ (Ansa Notizie.com)

La carcassa dell’animale è stata recuperata dal personale del Parco e, mentre le forze dell’ordine ricostruiscono la dinamice del sinistro, sarà trasportata all’Istituto Zooprofilattico per la necroscopia. “Non ci sono parole per quel che è successo”, scrive il profilo ufficiale del Parco.Sono sconvolto, è come se fosse scomparso un familiare”, . Le storie di Juan Carrito, noto anche come M20 o Ganimede, avevano aiutato il grande pubblico ad approfondire la conoscenza su questa sottospecie così simbolica del Parco, differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi, endemismo esclusivo dell’Italia centrale. Sarebbero, secondo gli ultimi censimenti, appena 50 gli esemplari nel territorio del Parco e zone limitrofe.

E Juan Carrito era, tra questi, certamente uno dei meno elusivi, ormai fatalmente abituato alla presenza dell’uomo e alle sue attività, in particolare nella zona di Roccaraso, dove pure aveva fatto razzia nelle cantine, nei pollai e nei cassonetti, persino in una pasticceria e si era tentato (invano) di allontanarlo.