Riggi (Geopolitica.info): “Le parole di Medvedev non hanno mai portato a qualcosa di concreto”

Lorenzo Riggi di Geopolitica.info in esclusiva ai nostri microfoni: “Le parole di Medvedev fanno seguito a quelle di Putin, ma il rischio di Terza Guerra Mondiale è molto basso”.

La guerra in Ucraina continua senza sosta e Medvedev in queste ultime ore è ritornato a parlare di conflitto mondiale. La nostra redazione ha contattato Lorenzo Riggi, responsabile desk Russia del centro studi Geopolitica.info, per capire il significato di queste frasi.

Medvedev
Medvedev è ritornato a parlare di Terza Guerra Mondiale – Notizie.com – Ansa

Medvedev è ritornato a parlare di Terza Guerra Mondiale. Quanto c’è di vero?

Le dichiarazioni di Medvedev fanno seguito alle parole di Putin arrivate dopo l’invio da parte dell’Occidente di nuove armi in Ucraina. Però possiamo anche dire le parole dell’ex presidente non hanno mai portato a qualcosa di concreto e quindi sono poco credibili“.

In questo momento come possiamo definire il rapporto tra Medvedev e Putin?

Non è più idilliaco. Ormai da anni la fiducia tra i due si è incrinata. Un ruolo di primo piano lo ha ancora, ma è sempre subordinato allo stato maggiore di Putin. Non penso che sarà il successore del presidente russo in futuro“.

Lorenzo Riggi
Lorenzo Riggi in esclusiva ai nostri microfoni sulle parole di Medvedev – Notizie.com –

Esiste il rischio di una Terza Guerra Mondiale nei prossimi mesi?

Credo che siano solo dichiarazioni. La Russia non ha strumenti per scongiurare l’invio degli armamenti all’Ucraina e così decide di minacciare una escalation. Dall’altra parte evidentemente anche l’Occidente sta assaggiando la risposta militare di Mosca. Molto probabilmente da parte del Cremlino ci saranno proteste violente, ma nulla più“.

In quale fase della guerra siamo?

La guerra sta proseguendo in questa fase con una timida offensiva russa a Zaporzhzhia. Resta da capire se è solo una ricognizione oppure una vera e propria offensiva. Comunque la situazione è abbastanza statica“.

La Russia continua ad essere divisa in due sulla guerra?

Diciamo che in questo momento è una situazione per Putin complessa da gestire, ma non impossibile. Un grande banco di prova saranno i prossimi mesi soprattutto in caso di una nuova mobilitazione generale. Se ci dovesse essere, l’eventuale reazione della popolazione sarebbe un passaggio fondamentale. Il rischio è quello di avere un crollo del consenso popolare”.